Sono arrivati dalla Cisgiordania e da Gaza, dodici ragazze e ragazzi palestinesi con storie personali segnate da un contesto drammatico. A Roma trascorreranno due mesi per imparare a fare cinema. Il progetto di formazione gratuita che li ha portati in Italia si chiama Land ed è stato organizzato da Cinema in Verde e dall’agenzia di comunicazione Silverback. Comune di Roma, l’Orto Botanico e l’Università la Sapienza hanno promosso l’iniziativa. Supportata da una vasta rete: da Groenlandia all’Associazione di Cooperazione e Solidarietà, dallo IED a un crowdfunding che ha mobilitato centinaia di persone. Tra i nomi coinvolti figurano il regista e produttore Matteo Rovere, le registe Giulia Steigerwalt e Greta Scarano, gli attori Vinicio Marchioni e Giulia Michelini, oltre a una squadra di tecnici del settore audiovisivo.
Il progetto è stato presentato nella Sala del Carroccio del Campidoglio, davanti a istituzioni, professionisti del settore e giornalisti. E il luogo non è casuale. Land nasce proprio da quella rete di relazioni civili e culturali che Roma ha saputo costruire intorno al tema della sostenibilità ambientale: Cinema in Verde è da quattro anni il primo appuntamento romano dedicato al cinema ambientale a vocazione internazionale.
Un progetto di solidarietà diffusa
“Siamo felici e orgogliosi di sostenere Land, un progetto che mette al centro il cinema come strumento concreto di formazione, espressione e possibilità”, ha dichiarato Matteo Rovere, CEO di Groenlandia. “Iniziative come questa dimostrano come il lavoro culturale possa generare connessioni reali, favorire il dialogo e aprire prospettive professionali autentiche. Accompagnare questi giovani autori nel loro percorso significa non solo investire nel loro talento, ma anche contribuire a costruire un immaginario più aperto, plurale e consapevole”.
“L’Orto Botanico della Sapienza annovera tra le sue principali missioni la divulgazione e la comunicazione scientifica in ambito ambientale. Tra le attività più significative rientra il supporto all’organizzazione del Festival Internazionale Cinema in Verde, che rappresenta un’importante occasione di incontro e di scambio tra esperienze e culture diverse”, ha aggiunto Fabio Attorre, direttore dell’Orto Botanico di Roma. “In questo contesto, l’Orto ha aderito con entusiasmo al progetto Land, offrendo a ragazze e ragazzi palestinesi l’opportunità di formarsi nella produzione audiovisiva”.
Durante i due mesi romani, i partecipanti lavoreranno allo sviluppo e alla realizzazione di cortometraggi, con accesso a lezioni, laboratori, masterclass, set e studi di produzione. I lavori finiti saranno presentati a settembre, nell’ambito della prossima edizione di Cinema in Verde. Al termine del percorso, i ragazzi torneranno nei territori di origine con nuove competenze e una dotazione tecnica dedicata, e potranno avvalersi del programma Start Your Business dell’Università di Betlemme per sviluppare iniziative nel campo audiovisivo.
“Roma è da sempre una città accogliente”
“Roma è da sempre una città accogliente, fucina di idee e talenti artistici: vogliamo mettere a disposizione la nostra grande piazza pubblica per dare voce e strumenti a chi in questo momento non li ha”, ha detto Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale. “Il percorso collettivo del Festival Cinema in Verde, che in questi anni è cresciuto diventando un appuntamento cittadino sulla sostenibilità ambientale, si è fatto ora vettore di pace, di condivisione, attraverso la cultura e il cinema, di valori universali, come il diritto all’istruzione, a una vita sicura, a un ambiente sano e giusto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura: “Coinvolgere 12 ragazze e ragazzi provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza in una scuola di cinema diffusa vuol dire dare strumenti essenziali e di autodeterminazione, indispensabili per costruire un futuro che deve essere possibile, non solo immaginato e auspicato. In questo modo il cinema diventa ancora di più uno strumento di libertà, il linguaggio con cui si possono costruire ponti tra territori e contesti lontani ma che ci riguardano. È un’iniziativa importante a cui bisogna dare un quadro di continuità”.
“Cinema in Verde ha organizzato Land come progetto di solidarietà: un piccolo ma concreto contributo alla creazione di presupposti di pace: senza giustizia, lavoro, possibilità di far sentire la propria voce e di essere ascoltati non c’è soluzione ai conflitti”, ha concluso Simonetta Lombardo, ideatrice del festival e CEO di Silverback. “Formare delle possibilità di racconto diretto significa redistribuire strumenti e potere. Significa creare le condizioni perché nuove voci entrino in una filiera che resta spesso chiusa e selettiva. Land ha raccolto istituzioni, professionisti, cittadini e partecipanti attorno a una responsabilità che è solidale ma anche politica. Allargare lo spazio del racconto, oggi, è per noi un atto di resistenza culturale”.
