18 Maggio 2026
/ 18.05.2026

Con riscaldamento e trasporto elettrici 200 euro al mese di risparmio a famiglia

Un rapporto del think tank danese CONCITO dimostra chel’elettrificazione è uno scudo economico contro gli shock energetici. E con la guerra in Iran la convenienza è cresciuta ancora

Fino a quando i prezzi del gas e del petrolio potranno continuare a dettare legge sui bilanci familiari, sulle scelte quotidiane, sulla capacità di riscaldare la casa o di muoversi? La risposta è nelle cifre di un’analisi pubblicata dal think tank climatico danese CONCITO. Titolo eloquente: “Riprendere il controllo. Le ragioni a favore dell’elettrificazione per le famiglie“.

Le famiglie europee che sostituiscono le caldaie a gas con pompe di calore e le auto a combustione con veicoli elettrici possono ridurre le proprie spese energetiche annue in modo significativo e strutturale: non come effetto temporaneo di sussidi o incentivi, ma come conseguenza della maggiore efficienza delle tecnologie elettriche rispetto ai combustibili fossili. Una differenza che, nell’attuale contesto di prezzi del petrolio e del gas spinti al rialzo dal conflitto in Iran, diventa ancora più marcata.

I numeri che cambiano il quadro

L’analisi di CONCITO, elaborata sugli ultimi dati disponibili di Eurostat, calcola i risparmi potenziali per una famiglia media in cinque grandi Paesi dell’UE: Francia, Spagna, Germania, Italia e Polonia. I risultati sono coerenti e per certi versi sorprendenti nella loro entità.

Una famiglia francese che abbandona caldaia a gas e auto tradizionale a favore di pompa di calore e veicolo elettrico risparmia in media 3.070 euro l’anno – il valore più elevato tra i Paesi analizzati. Una famiglia spagnola risparmia circa 2.000 euro, quella tedesca circa 1.950, quella polacca circa 1.870 e quella italiana circa 1.780 euro. La media europea si attesta a 2.220 euro annui.

Va sottolineato che questi dati si riferiscono a uno scenario pre-crisi, basato sui prezzi energetici del periodo precedente all’escalation in Iran. Il rapporto include anche un’analisi che incorpora gli attuali rincari: in questo scenario, i risparmi attesi per una famiglia media UE salgono del 59% rispetto allo scenario base. In altre parole: più costosi diventano gas e petrolio, più conviene passare all’elettrico.

Jens Mattias Clausen, direttore della divisione UE di CONCITO, è diretto: “Le famiglie di tutta Europa possono risparmiare più di 2.200 euro all’anno sui costi energetici sostituendo le caldaie a gas e le auto a motore a combustione con pompe di calore e veicoli elettrici. Questo era vero anche prima dell’attuale crisi dei combustibili fossili, il che sottolinea l’enorme potenziale dell’elettrificazione per proteggere le famiglie da bollette energetiche insostenibili”.

Il caso Italia: quasi diciotto mesi di riscaldamento gratis

Per l’Italia, i 1.780 euro di risparmio annuo potenziale equivalgono, come precisa il rapporto, a quasi 18 mesi di riscaldamento. Un beneficio non trascurabile in un Paese dove la povertà energetica è una realtà concreta per una fascia crescente della popolazione, e dove il mix energetico residenziale è ancora fortemente dipendente dal gas naturale.

Il tema è particolarmente rilevante perché l’Italia importa circa il 90% del suo fabbisogno di gas: una vulnerabilità strutturale che si è manifestata in tutta la sua drammaticità durante la crisi energetica del 2022, seguita all’invasione russa dell’Ucraina, e che oggi si ripropone con il conflitto in Iran. La dipendenza dal gas non è solo una questione di costo: è una questione di sovranità energetica, di capacità di garantire servizi essenziali ai cittadini indipendentemente dalle dinamiche geopolitiche internazionali.

In questo quadro, la diffusione di pompe di calore e veicoli elettrici è una risposta razionale a un problema strutturale. Le pompe di calore, in particolare, producono da 2,5 a 4 unità di calore per ogni unità di elettricità consumata, un’efficienza che non ha paragoni nel riscaldamento a gas.

Una svolta strategica per l’intera Europa

I benefici dell’elettrificazione, però, non si esauriscono nelle bollette delle singole famiglie. Il rapporto CONCITO inquadra la questione in una dimensione geopolitica più ampia, che riguarda l’autonomia strategica dell’Unione Europea.

Se tutti i 65 milioni di caldaie a gas esistenti in Europa venissero sostituiti con pompe di calore, la dipendenza complessiva dell’UE dalle importazioni di gas si dimezzerebbe. Se la metà delle auto a combustione circolanti sulle strade europee passasse all’elettrico, le importazioni di petrolio si ridurrebbero del 20%. Nel loro insieme, queste due misure ridurrebbero in modo significativo la vulnerabilità del continente all’uso strumentale della sua dipendenza dai combustibili fossili.

Si tratta di obiettivi tecnicamente raggiungibili con le tecnologie già disponibili, a condizione che le politiche pubbliche rimuovano gli ostacoli che attualmente frenano la transizione. Un sistema energetico elettrificato, alimentato da energie rinnovabili prodotte in Europa, garantirebbe non solo autonomia strategica, ma anche maggiore stabilità dei prezzi nel lungo periodo perché il sole e il vento, a differenza del gas russo o del petrolio mediorientale, non hanno prezzi di mercato soggetti a speculazioni e crisi geopolitiche.

Gli ostacoli da rimuovere: fiscalità, costi iniziali, accesso al credito

Se l’elettrificazione è così conveniente, perché non avviene spontaneamente? Il rapporto identifica tre categorie principali di ostacoli: la fiscalità energetica distorta, i costi iniziali elevati e la difficoltà di accesso al credito.

Sul fronte fiscale, il problema è paradossalmente creato dalle stesse politiche degli Stati membri. In molti Paesi UE, il gas naturale è ancora tassato in modo più favorevole rispetto all’elettricità, una distorsione ereditata da decenni di policy energetica che non tiene conto dell’efficienza delle tecnologie elettriche. Il rimedio è relativamente semplice: ribilanciare la tassazione su gas ed elettricità in modo da riflettere la realtà efficientistica delle tecnologie disponibili.

Il secondo ostacolo è il costo iniziale. I veicoli elettrici hanno ridotto significativamente il divario di prezzo rispetto alle auto a combustione, e in alcuni segmenti di mercato sono già competitivi. Per le pompe di calore, invece, la situazione è più complessa: il costo di acquisto e installazione rimane significativamente superiore a quello di una caldaia a gas, nonostante i risparmi operativi che nel tempo le rendono più convenienti. Il rapporto stima che un sussidio mirato di circa 4.500 euro ridurrebbe il periodo di ammortamento medio per una pompa di calore a cinque anni per la famiglia media europea. Un orizzonte temporale accettabile per chi ha accesso al credito o a risparmi sufficienti, ma che rimane troppo lungo per le famiglie a basso reddito o per quelle che vivono in affitto.

Qui entra in gioco il terzo ostacolo: l’accesso al credito e ai finanziamenti. Il rapporto cita il modello del social leasing già sperimentato in Francia per i veicoli elettrici come strumento per estendere i benefici dell’elettrificazione anche alle fasce della popolazione che non possono permettersi un investimento iniziale elevato. Prestiti a tasso agevolato, programmi di noleggio con opzione d’acquisto, fondi di garanzia pubblici: sono tutti strumenti che possono abbattere la barriera d’ingresso senza aumentare il deficit pubblico, se ben strutturati.

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