14 Maggio 2026
/ 14.05.2026

La responsabilità sociale d’impresa fa crescere il welfare rigenerativo

Dai pannelli fotovoltaici sulle case popolari agli orti sociali nei terreni confiscati alle mafie: il nuovo welfare ambientale raccontato da Legambiente e AzzeroCO2 punta su alleanze territoriali, inclusione e rigenerazione

Pannelli fotovoltaici sui tetti delle case popolari, orti sociali nei terreni confiscati alla criminalità organizzata, reti fantasma recuperate dai fondali marini. Negli ultimi sette anni, in Italia, hanno preso forma quasi trecento progetti tra energia condivisa, rigenerazione ambientale e inclusione sociale. A promuoverli sono state Legambiente e AzzeroCO2 attraverso tre campagne nazionali – EnergyPOP, Mosaico Verde e Ortofrutteto Solidale Diffuso – che oggi vengono presentate come un modello evoluto di responsabilità sociale d’impresa.

I risultati sono stati illustrati a Milano durante il convegno “Connessioni sostenibili“. Dal confronto emerso nel corso dell’iniziativa, la responsabilità sociale d’impresa (CSR) viene sempre più orientata verso interventi territoriali con effetti ambientali e sociali misurabili.

In sette anni le tre campagne hanno coinvolto oltre 60 aziende e 200 partner tra enti locali, cooperative e associazioni, portando alla realizzazione di 293 progetti.

Il peso della povertà energetica

Tra i temi centrali del convegno c’è stata la povertà energetica. Secondo i dati presentati da Paola Valbonesi, presidente dell‘Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, nel 2024 il fenomeno ha raggiunto il livello più alto registrato in Italia: il 9,1% delle famiglie vive in condizioni di difficoltà energetica.

Si tratta di 2,4 milioni di nuclei familiari. Di questi, 1,3 milioni sostengono spese energetiche considerate eccessive rispetto al reddito, mentre altri 1,1 milioni riducono o rinunciano al riscaldamento domestico per contenere i costi. Oltre un milione di minori vive in famiglie esposte a questa vulnerabilità.

All’interno di questo quadro si inserisce EnergyPOP, campagna che utilizza impianti fotovoltaici per sostenere famiglie in edilizia residenziale pubblica e realtà sociali. Finora sono stati installati oltre 70 chilowatt di fotovoltaico sui tetti di edifici popolari a Firenze, Empoli, Catania e Santarcangelo di Romagna, oltre che nella cooperativa sociale Agricoltura Capodarco di Grottaferrata.

Secondo i promotori, l’energia prodotta garantisce benefici a 154 famiglie e a 17 lavoratori della cooperativa sociale, evitando ogni anno oltre 28 mila chili di emissioni di CO2.

Dalla riforestazione agli ecosistemi marini

La seconda direttrice riguarda la rigenerazione ambientale. Nel suo intervento, il climatologo Luca Mercalli ha ricordato che il mancato rispetto degli obiettivi dell’Accordo di Parigi potrebbe portare a un aumento della temperatura globale fino a 5 gradi entro fine secolo, con effetti sempre più pesanti su eventi estremi, siccità e innalzamento del livello dei mari.

In questo contesto si inserisce Mosaico Verde, progetto che ha portato alla messa a dimora di oltre 341 mila piante e alla rigenerazione di 336 ettari di territorio in 19 regioni italiane.

Gli interventi non riguardano soltanto le aree urbane. Tra le attività citate figurano la tutela dell’orso bruno marsicano nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il recupero di oltre cinque quintali di reti fantasma nei mari di Polignano a Mare e Santo Stefano al Mare e il ripristino della posidonia oceanica all’Isola del Giglio.

Secondo Legambiente e AzzeroCO2, i benefici economici e sociali degli impianti arborei realizzati sono stimati in oltre 1,7 milioni di euro l’anno.

Agricoltura sociale e inclusione

Il terzo asse riguarda la cooperazione tra imprese, enti locali e terzo settore. È su questo terreno che si sviluppa Ortofrutteto Solidale Diffuso, campagna che ha portato alla realizzazione di 59 ortofrutteti e alla piantumazione di 4.960 alberi da frutto.

I progetti coinvolgono oltre 35 cooperative sociali e sono legati a percorsi di inclusione lavorativa rivolti a persone in condizioni di fragilità. Tra le esperienze citate ci sono quelle del carcere di Sollicciano a Firenze, della casa circondariale di Genova Pontedecimo e della cooperativa Terra Felix di Caserta, impegnata in attività agricole sui terreni confiscati alla criminalità organizzata.

“La CSR è cambiata nel tempo: da iniziative una tantum a un sistema di welfare generativo”, ha dichiarato Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2. Dello stesso avviso Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente: “Le due giustizie, ambientale e sociale, sono inscindibili”.

Dal confronto con le aziende partecipanti al convegno emerge inoltre che il 68% investe in progetti di sostenibilità da almeno cinque anni, mentre l’87% indica ambiente, inclusione sociale e welfare aziendale come priorità future. Un segnale che racconta come la responsabilità sociale d’impresa stia progressivamente assumendo una dimensione più operativa e territoriale, lontana dalle sole campagne reputazionali.

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