A Milano, da quattro anni, c’è un posto che prova a spiegare il futuro senza trasformarlo in uno slogan. Si chiama STEP FuturAbility District, è in piazza Adriano Olivetti e nel weekend del 23 e 24 maggio festeggerà il compleanno con due giornate gratuite aperte al pubblico. Tra installazioni immersive, avatar digitali e intelligenza artificiale, il successo dello spazio milanese racconta il desiderio di capire una trasformazione tecnologica che ormai condiziona lavoro, scuola, consumi e informazione.
Dal 2022 lo spazio ha accolto oltre 100 mila visitatori. Più di 75 mila hanno seguito il percorso immersivo dedicato ad AI, realtà aumentata, cloud computing, Internet of Things e 5G; altri 27 mila hanno partecipato a workshop, laboratori e incontri divulgativi. Numeri che raccontano una domanda crescente di strumenti per orientarsi all’interno di un cambiamento che investe scuola, lavoro, servizi pubblici e informazione.
La tecnologia spiegata
Il successo di STEP nasce soprattutto qui. Nel centro milanese, il visitatore dialoga con “SAM”, installazione di AI generativa che risponde in tempo reale alle domande sul futuro; costruisce un proprio avatar digitale; osserva le professioni emergenti attraverso l’area “Future Jobs”.
In Italia il dibattito sull’intelligenza artificiale oscilla spesso tra entusiasmo e allarmismo. Da una parte la retorica della rivoluzione inevitabile, dall’altra la paura della sostituzione umana. In mezzo resta poco spazio per la comprensione reale degli strumenti. STEP prova invece a lavorare sulla familiarità tecnologica: capire come funzionano gli algoritmi, quali lavori stanno cambiando, quali competenze diventeranno essenziali.
Le competenze digitali
Secondo gli ultimi indicatori europei sulle competenze digitali, l’Italia continua a inseguire gran parte dei partner UE nella formazione tecnologica di base. E mentre l’intelligenza artificiale entra nelle piattaforme di lavoro, nei servizi sanitari e nella pubblica amministrazione, il rischio di esclusione aumenta.
Per questo il programma del weekend assume un significato che va oltre l’evento celebrativo. I laboratori dedicati ai ragazzi dagli 8 ai 16 anni – dal podcasting alla costruzione di cartoline luminose con circuiti elettrici e led – introducono linguaggi destinati a diventare più centrali nella formazione: senza alfabetizzazione digitale diffusa, la transizione rischia di ampliare disuguaglianze già esistenti.
Una nuova divulgazione scientifica
La collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia e gli Osservatori del Politecnico di Milano, insieme al patrocinio del Comune, conferma il ruolo che Milano sta cercando di consolidare nel panorama nazionale della divulgazione scientifica. I musei tradizionali raccontavano il progresso dopo che era già avvenuto. Luoghi come STEP provano invece a spiegare tecnologie mentre stanno cambiando la società, adesso.
