1 Giugno 2026
/ 1.06.2026

2 giugno a Brera: un pittore ritrovato e l’ingresso è gratis

Giovanni Agostino da Lodi è tra gli artisti più singolari e innovativi attivi in Italia a cavallo del 1500. Il percorso espositivo ricostruisce la sua carriera attraverso 46 opere

C’è un modo migliore per festeggiare la Repubblica che varcare gratis le porte di uno dei musei più belli d’Italia e scoprire un pittore che il grande pubblico non conosce ancora? Martedì 2 giugno la Pinacoteca di Brera apre gratuitamente a tutti, come ogni anno in occasione della Festa della Repubblica. Ma quest’anno c’è qualcosa in più.

Il 2026 è l’anno dell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana, un compleanno tondo che si celebra anche attraverso il patrimonio culturale del Paese. La Pinacoteca sarà aperta sia lunedì 1 che martedì 2 giugno, con la chiusura settimanale spostata a mercoledì 3. In entrambe le giornate il museo osserverà l’orario continuato dalle 8.30 alle 19.15.

Chi si presenta il 2 giugno non paga nulla, ma ha accesso a tutto: le collezioni permanenti con il loro carico di capolavori – il Cristo morto di Mantegna, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, Il bacio di Hayez – e la mostra temporanea appena inaugurata, che da sola vale il viaggio.

Un pittore tra Leonardo e Giorgione

Dal 26 maggio al 13 settembre 2026 Brera ospita la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi, tra gli artisti più singolari e innovativi attivi in Italia a cavallo del 1500. Non si tratta di un nome qualsiasi dimenticato nei secoli: è uno di quegli artisti che i contemporanei stimavano e che la storia ha poi stranamente trascurato, fino a oggi.

La sua vicenda si svolge tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in un quadro di fitte relazioni artistiche fra Milano e Venezia. La storia di questo pittore è affascinante e misteriosa, a causa della quasi totale assenza di dati biografici certi. Per lungo tempo è circolato persino sotto un nome sbagliato: all’inizio del Novecento lo storico tedesco Wilhelm von Bode gli restituì varie opere precedentemente attribuite al cremonese Boccaccio Boccaccino, coniando per lui il nome provvisorio di Pseudo Boccaccino. Solo in seguito la critica ricostruirà la sua identità.

Il percorso espositivo ricostruisce la sua carriera attraverso 46 opere – tra autografe e di autori coevi come Bramantino, Giovanni Bellini, Giorgione e Dürer – frutto di prestiti da alcuni tra i maggiori musei del mondo: il Louvre, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Galleria Borghese, il Prado e la National Gallery di Londra.

La mostra si muove soprattutto attorno alla capacità di Giovanni Agostino di assorbire e rielaborare le influenze più disparate: la Milano di Leonardo e di Bramantino, la Venezia di Giorgione, persino le suggestioni della pittura nordeuropea. L’allestimento, nelle prime sale napoleoniche della Pinacoteca, punta sull’atmosfera: pannelli arrotondati, specchi e una dominante cromatica rosso-rubino che accompagna il visitatore lungo un percorso intimo e concentrato.

La Grande Brera, finalmente completa

Il 2 giugno è anche l’occasione per esplorare quella che ormai si chiama Grande Brera. Nel dicembre 2024 l’apertura di Palazzo Citterio ha realizzato un progetto atteso da decenni, ampliando la Pinacoteca con spazi dedicati all’arte moderna e contemporanea. L’elegante palazzo di via Brera, a pochi passi dal complesso principale, offre ambienti luminosi dove i volumi storici dialogano con le forme del Novecento. Anche Palazzo Citterio è gratuito il 2 giugno.

La prenotazione è obbligatoria sul sito brerabooking.org. Un piccolo gesto per garantirsi una mattinata, o un pomeriggio, davanti a cinque secoli di pittura italiana, senza spendere un euro.

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