L’architettura come specchio di una nazione. Non è uno slogan, ma la scommessa di una grande mostra appena inaugurata al MAXXI di Roma, che arriva proprio in tempo per il 2 giugno: ottanta anni dal referendum che trasformò l’Italia in una Repubblica. Un anniversario tondo, che il Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha scelto di celebrare con progetti, cantieri, visioni urbane.
La mostra si intitola Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026 ed è aperta al pubblico dal 29 maggio fino al 15 novembre 2026. L’inaugurazione, il 28 maggio, ha avuto un peso istituzionale non comune: alla cerimonia erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Ottant’anni di storia in un percorso
L’idea di fondo è rileggere la storia della Repubblica attraverso ciò che ha costruito. Ogni stagione politica e sociale del Paese – la ricostruzione postbellica, il boom economico, le tensioni degli anni Settanta, la stagione delle grandi infrastrutture, fino all’Italia contemporanea – ha lasciato tracce nel paesaggio costruito. La mostra, curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, prova a leggere quelle tracce in modo sistematico.
Il percorso si apre con le voci dei protagonisti: interviste ad alcuni tra i più noti architetti italiani (Stefano Boeri, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano, Franco Purini tra gli altri) introducono il visitatore in una narrazione corale che attraversa generazioni e linguaggi molto diversi tra loro. Non c’è un’unica architettura italiana: ce ne sono tante, spesso in conflitto, quasi sempre fertili.
La mostra abbraccia tutte le generazioni di architetti dal dopoguerra a oggi, collocandole nell’eredità del passato, nella tensione del presente e nella fiducia per il futuro, come ha sintetizzato Lorenza Baroncelli, direttore del MAXXI Architettura e Design contemporaneo.
I giovani e il futuro
La mostra non guarda solo indietro. Una sezione finale è dedicata alle energie più fresche dell’architettura italiana, attraverso i progetti finalisti di NXT, il programma con cui il MAXXI da oltre dieci anni invita giovani progettisti a proporre un’installazione temporanea per la piazza del museo. Il progetto vincitore dell’edizione 2026, Rubato del collettivo HPO, è già installato nella piazza esterna ed entra a far parte della collezione permanente del museo. Un’installazione arricchita da un paesaggio sonoro firmato dalla sound artist Agnese Menguzzato, che diventerà anche cornice per gli eventi estivi.
Il MAXXI si trova in via Guido Reni 4/A, nel quartiere Flaminio. È aperto dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19 (ultimo ingresso alle 18). Il biglietto intero costa 14 euro, il ridotto 11. Per chi visita Roma in questo lungo fine settimana del 2 giugno, la mostra offre un punto di vista insolito sulla città e sul Paese: non i monumenti antichi, ma i segni di ciò che l’Italia democratica ha scelto di costruire.
