4 Giugno 2026
/ 4.06.2026

In mostra la natura che non chiede permesso

Dal 12 giugno al 28 luglio negli spazi di Workness Club – Other Size Gallery, Marianna Sannino presenta "Other Nature". Tra teli dipinti, piante e sequenze di uccelli in volo, la mostra porta a Milano il tema della biodiversità dentro un luogo pensato per il lavoro

Piante, fiori e uccelli fanno irruzione in uno spazio dedicato al lavoro. Accade in “Other Nature“, la mostra milanese di Marianna Sannino ospitata da Workness Club – Other Size Gallery, dove le forme del mondo vegetale e animale si insinuano tra postazioni, percorsi e ambienti condivisi. L’esposizione, visitabile dal 12 giugno al 28 luglio, nasce dall’idea di lasciare che siano gli elementi naturali a occupare uno spazio normalmente associato alla produttività, agli incontri professionali e alle attività quotidiane. Le opere sono realizzate su tulle, un materiale leggero e permeabile che diventa parte integrante del progetto. Flora e fauna sembrano comparire e scomparire a seconda dei punti di vista, accompagnando il visitatore lungo un percorso che privilegia il movimento e la trasformazione.

Una natura che cambia forma

Nelle composizioni vegetali, le forme si aggregano in strutture frammentate, con un andamento che richiama il mosaico e suggerisce un organismo in continua evoluzione. Anche gli uccelli sono rappresentati come sequenze di movimento: variazioni delle ali, passaggi successivi, istanti che si susseguono nello spazio espositivo. “L’obiettivo non è ricreare fedelmente il mondo naturale”, spiega Marianna Sannino, “ma costruire un ambiente che suggerisca alternative al contesto urbano, dove crescita, leggerezza e movimento diventano protagonisti“. La natura evocata dall’artista dialoga con gli ambienti costruiti dall’uomo e si inserisce nelle pieghe della quotidianità urbana.

Dentro la città, non fuori

Negli ultimi anni il tema del verde urbano è entrato stabilmente nel dibattito pubblico. Alberature, corridoi ecologici, biodiversità e adattamento climatico sono diventati argomenti centrali nella progettazione delle città. Eppure il rapporto tra natura e ambiente urbano continua spesso a essere raccontato attraverso una contrapposizione rigida: da una parte la città, dall’altra il mondo naturale. “Other Nature” sembra muoversi in una direzione diversa. Le opere invitano a osservare come la presenza vegetale e animale possa convivere con gli spazi della vita contemporanea.

La presenza discreta dell’artemisia

Tra i lavori esposti compare anche un riferimento all’artemisia, pianta carica di significati simbolici e culturali. La sua presenza rimane una traccia discreta all’interno del percorso, quasi una soglia che accompagna il visitatore senza imporsi come elemento centrale della narrazione. Una scelta coerente con l’impostazione generale della mostra, che evita effetti spettacolari e preferisce lavorare per stratificazioni, dettagli e rimandi.

Rallentare lo sguardo

Per la curatrice Maria Savarese, il progetto rappresenta un modo per restituire alla città “uno spazio di sospensione”, una diversa modalità di attraversarla. È probabilmente qui che “Other Nature” trova la sua dimensione più interessante. Non nella rappresentazione della natura, ma nella sua capacità di riapparire dove normalmente non la si cerca. Anche negli spazi più ordinari della città.

CONDIVIDI

Continua a leggere