Un flacone degli anni ’70 intatto, una coppa gelato degli anni ’50 che sembra essere stata buttata ieri. Non sono reperti archeologici di un’era lontana, ma oggetti di plastica monouso rimasti nell’ambiente per oltre mezzo secolo. Da domani, questi “fossili moderni” avranno una casa: il nuovo Museo della Plastica di Milano, uno spazio espositivo unico nel suo genere nato per mostrare concretamente quanto i prodotti usa e getta possano sopravvivere all’ambiente ben oltre la durata di una vita umana.
L’appuntamento per l’inaugurazione è fissato per sabato 6 giugno alle ore 10, all’interno del mercato di quartiere di via Rombon 34, in zona Lambrate.
Il progetto e le istituzioni coinvolte
Il museo nasce dalla sinergia tra volontariato e istituzioni locali. L’iniziativa è promossa da Plastic Free Onlus – organizzazione impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica – in stretta collaborazione con il Municipio 3 del Comune di Milano e con Sogemi.
Proprio Sogemi gestisce il mercato di via Rombon, un luogo simbolo del quartiere riaperto al pubblico lo scorso ottobre dopo anni di abbandono e che oggi torna a nuova vita anche come spazio di divulgazione e sensibilizzazione.
Dai fondali del Po al museo: i reperti in plastica
Tutti gli oggetti esposti hanno una storia drammatica da raccontare: sono stati realmente recuperati dai volontari di Plastic Free lungo il Delta del Po, dove erano rimasti intrappolati per decenni nella vegetazione, riemergendo solo a causa di piene e mareggiate.
La vera sorpresa arriva dall’analisi dei materiali. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, molti prodotti sono stati identificati e datati con precisione:
- Anni ’50: coppa gelato in plastica (il reperto più anziano);
- Anni ’70, ’80 e ’90: flaconi di detersivi, contenitori alimentari e oggetti monouso di uso quotidiano.
La caratteristica più impressionante? Nonostante abbiano passato dai 30 ai 60 anni esposti alle intemperie, molti di questi oggetti sono quasi integri, a testimonianza della straordinaria e pericolosa persistenza della plastica negli ecosistemi.
Un’aula a cielo aperto per le scuole
L’obiettivo del Museo della Plastica non è solo mostrare il passato, ma cambiare il futuro. L’esposizione sarà visitabile anche nei mesi successivi e punta a diventare uno spazio permanente di divulgazione ambientale, rivolto in modo particolare alle scuole e alle nuove generazioni. L’obiettivo è permettere ai più giovani di “toccare con mano” le conseguenze dell’abbandono dei rifiuti.
Al taglio del nastro di domani parteciperanno scolaresche, cittadini, partner dell’associazione e diversi rappresentanti istituzionali del Comune di Milano e del Municipio 3. Tra le presenze confermate spicca quella di Elena Grandi, assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano.
La realizzazione della mostra è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione di realtà del territorio come Desimonline Made in Italy e LaserGraph Printing Solutions.
