A Roma, a La Vaccheria (Via Giovanni l’Eltore 35) venerdì 19 giugno alle ore 21, nell’ambito della Notte Bianca dell’EUR la mostra Acrobati, fachiri e luna park. Scatti inediti dal Fondo Rossi Pedretti, Roma 1957-1960 dell’ Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.
Questa volta il walkabout, conversazione radionomade condotto da Carlo Infante – Urban Experience, concepito anche come un’occasione di “immersione consapevole”, interagirà con Valeria Zurlo e altre figure circensi per delle “apparizioni di una periferia romana”, ispirandosi agli scenari esposti nella mostra con esibizioni di giocoleria e fachirismo sia all’esterno sia all’interno del percorso espositivo.
Si consiglia di arrivare almeno 15 minuti prima per avere una radio (portare auricolari con jack piccolo ma saranno comunque attivi due altoparlantini mobili che diffonderanno a tutti) la partecipazione è libera e gratuita, sia per il walkabout delle ore 21 sia per quello delle ore 22.30.
Il walkabout per La mostra Acrobati, fachiri e luna park
Scatti inediti dal Fondo Rossi Pedretti, Roma 1957-1960 realizzata dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) è curata da Stefania Baldinotti, Dominique Lora e Francesco De Melis, svelando per la prima volta un inedito corpus fotografico di Annabella Rossi (1933-1984), antropologa pioniera che documentò con rara sensibilità il mondo dello spettacolo popolare e la vita vera dei circhi di periferia, dei luna park e degli artisti di strada nelle aree marginali romane del dopoguerra.
Figura centrale dell’antropologia italiana e allieva di Ernesto de Martino, Annabella Rossi ha indagato le realtà marginali e le culture subalterne. La sua lente si sposta sulle periferie romane, documentando sistematicamente il microcosmo dei circhi stanziali, delle arene di quartiere e dei luna park che segnavano il labile confine tra l’urbanizzazione crescente e la campagna del suburbio romano.
In mostra è possibile scoprire la storia di Savitry (all’anagrafe Pietro Santolamazza), il fachiro che ispirò la costruzione del celebre personaggio di Zampanò nel capolavoro cinematografico La Strada di Federico Fellini.
L’allestimento tra luminarie e foto giganti
L’allestimento scenografico, ideato da OpenLab Company, in cui domina una monumentale luminaria salentina, vede le fotografie riprodotte in grandi dimensioni su speciali supporti tessili e sospese ad altezze variabili: una scelta museografica che permette al visitatore di immergersi letteralmente nel dettaglio fotografico.
Questo percorso visivo dialoga con la videoinstallazione Contrappunti Periferia, firmata da Francesco De Melis, che rielabora i materiali d’archivio in un contrappunto ritmico e in un dialogo musicale tra l’immagine fissa e la dimensione temporale del movimento. L’esposizione analizza la Roma delle periferie non come sfondo pittoresco, ma come vero laboratorio sociale in trasformazione.
Il cuore pulsante del progetto è infatti la ricerca etnografica, realizzata da Stefania Baldinotti e Omerita Ranalli, legata all’incontro con i testimoni diretti Nevio e Patrizia Paggiola, ex circensi oggi ottantenni ed eredi di una delle storiche famiglie del panorama circense e dello spettacolo viaggiante romano, alla quale Marco Marcotulli ha dedicato il documentario C’era una volta il Circo.
