8 Luglio 2026
/ 8.07.2026

“Geoingegneria”: una sola parola, due significati opposti

La Solar Radiation Management raccoglie le tecniche che riducono la quantità di luce solare che raggiunge la superficie terrestre. La Carbon Dioxide Removal comprende tecniche di logica opposta: rimuovere CO₂ dall'atmosfera e stoccarlo in modo durevole. Sulla prima c’è una forte opposizione, sulla seconda ci sono pareri favorevoli

Nel dicembre 2024, lo Scientific Advice Mechanism della Commissione europea ha pubblicato un parere che raccomandava un divieto di dispiegamento delle tecniche di Solar Radiation Modification (SRM) nell’Unione, e contemporaneamente sosteneva l’espansione del Carbon Removal Certification Framework per la rimozione di CO₂ dall’atmosfera. Due raccomandazioni opposte, nello stesso documento, per due tecnologie che il linguaggio comune raggruppa sotto la stessa parola. L’IPCC nel Sesto Rapporto di Valutazione ha quasi abbandonato il termine geoengineering preferendo le due sotto-categorie distinte. Il dibattito pubblico non lo ha ancora fatto.

La Solar Radiation Management raccoglie le tecniche che riducono la quantità di luce solare che raggiunge la superficie terrestre. L’approccio più studiato è la stratospheric aerosol injection (SAI): iniettare particelle riflettenti nell’alta atmosfera, come avviene naturalmente durante le grandi eruzioni vulcaniche. L’eruzione del Pinatubo nel 1991 ha abbassato la temperatura media globale di circa 0,5 °C per un anno. Riprodurre artificialmente questo effetto riduce il surriscaldamento ma non rimuove CO₂ dall’atmosfera: le concentrazioni restano invariate, l’oceano continua ad acidificarsi, e se il dispiegamento viene interrotto, la temperatura risale rapidamente verso i livelli che avrebbe raggiunto comunque. Questo effetto prende il nome di termination shock.

La Carbon Dioxide Removal comprende tecniche di logica opposta: rimuovere CO₂ dall’atmosfera e stoccarlo in modo durevole. I metodi vanno dalla gestione delle torbiere e delle foreste (rimozione biologica lenta) alla Direct Air Capture, che filtra l’aria con processi chimici, al BECCS (bioenergy with carbon capture and storage). La CDR riduce le concentrazioni di CO₂ e può invertire, lentamente, la causa del riscaldamento. Non manipola la quantità di luce che raggiunge il Pianeta. I due interventi differiscono in ogni dimensione: meccanismo fisico, scala temporale, reversibilità, effetti collaterali, profilo di governance.

L’analogia è con due farmaci cardiovascolari: un anticoagulante che previene la formazione di trombi e un defibrillatore che riavvia il cuore in arresto. Entrambi sono “cardiovascolari”. Il protocollo clinico per l’uno non si applica all’altro, e il paziente che deve decidere tra i due non può usare la stessa valutazione per entrambi.

Il quadro normativo europeo ha già recepito questa distinzione. Il Regolamento Carbon Removal Certification Framework (2024/3012), entrato in vigore nel 2024, standardizza la misurazione, la verifica e la rendicontazione delle rimozioni di carbonio, includendo metodi agricoli, forestali e tecnologici. Per l’SRM, la posizione è la precauzione: il divieto di dispiegamento raccomandato nel dicembre 2024 riflette le “grandi incertezze e le lacune conoscitive” che lo stesso IPCC attribuisce a questa categoria. Il Parlamento europeo aveva già adottato nel 2023 una risoluzione che chiedeva un meccanismo internazionale di non-uso per le tecniche SRM. A maggio 2026, un gruppo di Paesi tra cui diversi Stati membri UE ha pubblicato una dichiarazione congiunta sulla governance della modifica della radiazione solare, impegnandosi a sviluppare un quadro internazionale e ad applicare il principio di precauzione. Il gruppo africano di Paesi ha chiesto per tre volte dal 2023 un accordo di non-uso, citando i rischi di alterazione delle precipitazioni regionali per popolazioni già esposte ai cambiamenti climatici.

Esiste una posizione legittima nel campo della ricerca che difende l’utilità di mantenere le due categorie sotto lo stesso ombrello: per confrontare i profili di rischio, allocare risorse di governance e impedire che una categoria venga sviluppata senza considerare le alternative. Il Centre for Future Generations e altri istituti di ricerca sulla governance climatica sostengono che il dibattito su SRM e CDR debba procedere in parallelo, non separatamente, per evitare che l’una distragga risorse dall’altra. La distinzione terminologica è rilevante non perché il confronto sia vietato, ma perché confonderle nella stessa parola rende difficile formarsi una posizione su ciascuna.

Questa rubrica esplora le parole del clima il cui significato tecnico diverge dalla percezione comune. “Geoingegneria” aggiunge un meccanismo nuovo: un termine ombrello che raggruppa due interventi con fisica, rischi e logica opposti, creando l’impressione che chi si posiziona a favore o contro stia valutando una cosa sola. Il parere scientifico della Commissione di dicembre 2024 ha preso posizioni diverse sui due sotto-insiemi nello stesso documento. Il dibattito pubblico tratta spesso le due cose come una sola.

La prossima volta che leggete “geoingegneria” in un testo di policy o in un comunicato, la domanda da farsi è una: SRM o CDR? Le due cose non si valutano con lo stesso metro.

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