17 Luglio 2026
/ 17.07.2026

Congo, scoperta la scimmia dalle labbra arancioni

Si chiama Colobuscongoensis, ma per chi abita la foresta è la «likweli». Ha un volto inconfondibile e vive in un fazzoletto di foresta della Repubblica Democratica del Congo ed è già considerata a rischio estinzione

Pelo nero e serico, coda lunga e cadente, una cresta di peli spettinati intorno al muso, occhi scuri incorniciati da zigomi grigio ardesia e, soprattutto, un paio di labbra color arancio-rosato che spiccano come una maschera. È l’identikit della nuova scimmia individuata nelle foreste della Repubblica Democratica del Congo, nella regione compresa tra i fiumi Lomami e Lualaba. I ricercatori l’hanno battezzata Colobuscongoensis; per le popolazioni bangala della zona è la “likweli”, mentre i mituku la chiamano kasabankoni, cioè “quella che scuote i rami”. La scoperta, pubblicata sulla rivista PLOS One, è tutt’altro che ordinaria: si tratta appena della quinta specie di scimmia africana descritta negli ultimi 75 anni.

Quasi vent’anni sulle sue tracce

Arrivarci non è stato semplice. La prima traccia risale al 2008, quando due conservazionisti della Lukuru Wildlife Research Foundation scattarono l’immagine sfocata di un primate non identificato, in quella che nel 2016 sarebbe diventata il Parco nazionale di Lomami. Poi il silenzio, fino al novembre 2018, quando una pattuglia di sorveglianza guidata da Jean Pierre Kapale tornò a fotografare l’animale. Da lì gli avvistamenti si moltiplicarono: alla fine il gruppo di studio ha messo insieme 114 osservazioni sul campo, raccolte tra il 2018 e il 2022 su un’area di appena 1.700 chilometri quadrati.

Un ramo antico dell’evoluzione

A confermare che si trattasse davvero di una specie a sé sono state le analisi genetiche e anatomiche. Il parente più prossimo, il Colobussatanas, vive a oltre 1.200 chilometri di distanza, nell’Africa centro-occidentale: eppure le due linee si sono separate tra i 4 e i 5 milioni di anni fa, una delle divisioni evolutive più antiche mai documentate tra i colobi. Anche la voce fa la differenza: le registrazioni mostrano che i suoi suoni profondi hanno una firma acustica unica.

Scoperta appena in tempo

All’entusiasmo si accompagna però una preoccupazione concreta. L’areale della likweli è minuscolo e la specie subisce già la pressione della caccia e della perdita di habitat: per questo gli studiosi ne raccomandano l’inserimento tra le specie in via di estinzione. La vicenda, avvertono, ricorda quanta biodiversità resti ancora nascosta nel bacino centrale del Congo, e quanto sia concreto il rischio che alcune delle creature più rare del pianeta scompaiano prima ancora che il mondo ne conosca l’esistenza.

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