Le estati milanesi saranno più calde e più lunghe. Entro il 2050 la temperatura media aumenterà di oltre 3 gradi rispetto al periodo 1985-2014 e le notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20 gradi, potrebbero arrivare a 80-90 all’anno. Sono alcuni dei dati contenuti nel nuovo Profilo Climatico Locale del Comune di Milano, il documento che analizza gli scenari futuri della città fino al 2100 sulla base dei modelli climatici più aggiornati.
Lo studio, presentato durante una commissione consiliare, evidenzia una trasformazione significativa delle condizioni climatiche urbane. L’aumento della temperatura media potrebbe superare i 5 gradi entro la fine del secolo, mentre in estate le anomalie potrebbero raggiungere i 7 gradi. Entro il 2050, secondo le stime, Milano potrebbe avere circa 336 giorni all’anno con condizioni climatiche molto diverse rispetto a quelle registrate nello stesso periodo tra il 1985 e il 2014.
Il dato sulle notti tropicali è tra quelli che descrivono meglio il cambiamento atteso: entro metà secolo la città potrebbe affrontare 80-90 notti all’anno con temperature sopra i 20 gradi; alla fine del secolo potrebbero diventare oltre 120, con 70-80 notti molto calde, sopra i 25 gradi.
Più superfici permeabili contro caldo e allagamenti
L’aumento delle temperature si intreccia con un altro tema urbano: la capacità della città di gestire gli eventi meteorologici estremi. Periodi di caldo intenso e precipitazioni concentrate richiedono spazi capaci di assorbire l’acqua e ridurre l’accumulo di calore.
Per questo il Comune punta sulla depavimentazione di alcune aree, trasformando superfici impermeabili in spazi più permeabili. L’obiettivo è duplice: favorire l’infiltrazione dell’acqua piovana e attenuare l’effetto delle isole di calore nelle zone più esposte.
Sono 27 le nuove aree individuate dall’amministrazione comunale per interventi di depavimentazione. Alcuni progetti sono già stati realizzati, altri sono in corso e altri ancora saranno sviluppati nei prossimi anni, insieme alla realizzazione di parterre alberati in aree oggi occupate dalla sosta abusiva.
“Abbiamo un piano di depavimentazioni a cui lavoriamo da tutto il mandato – ha spiegato l’assessora all’Ambiente e al Verde Elena Grandi – con molte fatiche e sforzi, perché ogni luogo comporta trattative e malcontenti, perché c’è sempre una quota di persone che vorrebbe continuare a parcheggiare le auto come prima o a transitare su una strada”.
La trasformazione degli spazi urbani
La direzione indicata dal Comune è quella della cosiddetta “città spugna”, un modello urbano che punta a migliorare la capacità del territorio di assorbire le piogge intense e contemporaneamente a ridurre il surriscaldamento delle aree costruite.
“I progetti portati a termine sono una goccia nel mare per quella che deve essere una città spugna – ha concluso Grandi – che deve assorbire fenomeni meteorologici intensi, le piogge evitando quindi allagamenti, ma anche mitigare l’effetto delle isole di calore”.
Il Profilo Climatico Locale consegna così una base di dati destinata a orientare le prossime scelte urbanistiche. Temperature più elevate, estati più persistenti e maggiore frequenza di eventi estremi richiederanno interventi su verde, suolo e gestione degli spazi pubblici.
