Secondo il rapporto della Commissione europea sull’attuazione del piano RepowerEu, nel 2025 il prezzo all’ingrosso dell’elettricità nel nostro Paese ha raggiunto i 116 euro al megawattora, il valore più alto dell’Unione, contro una media di 85. La relazione annuale dell’Arera conferma il quadro: il Prezzo unico nazionale si è attestato a 115,9 euro, in crescita del 7% sul 2024, mentre in Francia la media è stata di 61,1 euro e in Spagna di 65,3.
Il divario si scarica su famiglie e imprese: la bolletta elettrica di una famiglia tipo, con un consumo di 2.700 chilowattora, arriva a circa 960 euro l’anno, il 23% in più della media dei Paesi dell’Unione. Mentre per l’industria italiana l’energia costa circa il doppio che negli Stati Uniti e oltre il 50% in più che in Cina.
La zavorra del gas
Le radici del problema sono note. Nel 2025 i combustibili fossili hanno coperto il 52,3% della generazione elettrica nazionale, una delle quote più alte dell’Unione, e con il meccanismo del prezzo marginale è quasi sempre l’ultima centrale a gas chiamata a coprire la domanda a fissare il valore dell’intero mercato. La guerra in Medio Oriente e le tensioni sullo Stretto di Hormuz hanno fatto il resto, riportando in alto le quotazioni del metano.
Pesano poi la limitata flessibilità del sistema, che nelle ore serali, quando il fotovoltaico si spegne, deve ricorrere in massa alle centrali termoelettriche, e un fisco poco amico: nel prezzo dell’elettricità industriale la materia prima vale il 61%, mentre reti, costi del carbonio e tasse incidono rispettivamente per il 10%, l’11% e il 18%.
La risposta di Bruxelles
Dopo mesi di pressioni dei governi, Italia in testa, la Commissione ha deciso di muoversi. Il 17 luglio presenterà il suo pacchetto energetico, articolato su due pilastri: un piano d’azione per l’elettrificazione e un intervento sulle tariffe di rete. Il cuore della proposta legislativa è fiscale: l’elettricità dovrà essere tassata meno del gas. Una nuova ricerca del think tank ambientalista ECCO aiuta a capire la portata della distorsione: l’elettricità, la fonte più economica e pulita per illuminare e riscaldare un’abitazione, è oggi tassata fino a venti volte più del gas. Una bozza trapelata del nuovo Piano d’azione per l’elettrificazione anticipa anche un’“Iva verde” con aliquote ridotte su veicoli elettrici, pompe di calore e batterie domestiche, e un obiettivo di elettrificazione dei consumi al 2040.
L’ambizione dichiarata è sostituire due terzi della domanda di gas e dimezzare quella di petrolio, con un risparmio stimato fino a 200 miliardi di euro di importazioni fossili. Il pacchetto segue le misure d’emergenza varate in primavera con AccelerateEu, dagli aiuti di Stato più flessibili ai buoni energia per le famiglie vulnerabili. Negli stessi giorni è attesa la revisione dell’Ets, il mercato delle quote di CO2, con l’estensione delle assegnazioni gratuite per le industrie energivore e un fondo da 30 miliardi per la decarbonizzazione.
Il braccio di ferro sull’Ets
La revisione del mercato del carbonio è anche l’epilogo di una lunga partita politica. Al Consiglio europeo di marzo l’Italia, insieme a un gruppo di Paesi dell’Est, aveva chiesto la sospensione del sistema, scontrandosi con il muro di Francia, Germania e Spagna e con la difesa d’ufficio della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Il compromesso è stato anticipare la riforma a luglio e aprire un negoziato con Roma sul decreto bollette, il provvedimento con cui il governo ha provato a neutralizzare il costo delle quote per le centrali a gas, finito sotto la lente delle regole sugli aiuti di Stato.
La partita di Roma
Bruxelles, però, può fare solo una parte del lavoro. Restano i nodi nazionali: gli oneri di sistema che gonfiano le bollette e che potrebbero essere trasferiti alla fiscalità generale; un prelievo sull’energia per le imprese che nel 2024 pesava per il 27,5% del costo finale, quasi il doppio della media europea; regole di mercato che frenano il pieno sfruttamento delle rinnovabili. Il paradosso, per il Paese con l’elettricità più cara del continente, è questo: la cura indicata dall’Europa è elettrificare di più, ma senza prezzi competitivi rischia di essere una medicina inefficace.
