27 Luglio 2026
/ 27.07.2026

Il Portogallo inaugura la prima foresta terapeutica della penisola iberica

La Mata do Bussaco entra nell'élite internazionale delle foreste terapeutiche. Percorsi dedicati, terapeuti qualificati e un modello che unisce salute pubblica, conservazione e turismo sostenibile

La Mata Nacional do Bussaco, in Portogallo, è diventata la prima foresta terapeutica certificata della penisola iberica e una delle quattro riconosciute a livello mondiale dall’Healing Forest International Certification Office. Il riconoscimento, valido fino al 2031, premia il valore naturalistico dell’area e certifica la presenza di caratteristiche ambientali e strutturali che consentono di svolgere programmi di terapia forestale con professionisti qualificati, a supporto dei percorsi di cura convenzionali.

La foresta, che si estende per 105 ettari nel Comune di Mealhada, ospita circa 250 specie tra alberi e arbusti ed è considerata una delle più importanti collezioni dendrologiche d’Europa. Un patrimonio ambientale che ora acquisisce anche una dimensione sanitaria riconosciuta a livello internazionale.

Una certificazione con criteri precisi

Per ottenere la certificazione non è sufficiente trovarsi in un bosco ben conservato. Il protocollo internazionale prevede un percorso di verifica che comprende l’analisi delle caratteristiche ambientali del sito, un’ispezione tecnica sul campo e la valutazione di requisiti specifici. Tra questi figurano percorsi con diversi livelli di difficoltà, aree dedicate alle attività terapeutiche, condizioni che riducano l’esposizione a rumore e vento e spazi idonei a esercizi di rilassamento e accompagnamento clinico.

“Questa certificazione, che ci colloca nel gruppo delle quattro foreste terapeutiche esistenti al mondo e come prima nella Penisola Iberica, ci conferisce uno status a livello mondiale e comporta una grande responsabilità”, ha dichiarato Gonçalo Breda Marques, presidente della Fondazione Mata do Bussaco, citato dall’agenzia Lusa.

Dal forest bathing alla terapia forestale

Il riconoscimento distingue chiaramente la terapia forestale dalle esperienze di forest bathing (in giapponese, shinrin-yoku), la pratica nata in Giappone negli anni Ottanta per favorire il benessere attraverso l’immersione nella natura.

Se quest’ultima rappresenta un’attività di prevenzione e promozione della salute, la terapia forestale segue protocolli strutturati, viene condotta da terapeuti accreditati e può affiancare i trattamenti medici in presenza di specifiche patologie, comprese quelle cardiovascolari, respiratorie, neurologiche e psicosomatiche.

Secondo l’Healing Forest International Certification Office, le ricerche scientifiche pubblicate nell’ultimo decennio, in particolare nei Paesi asiatici, hanno evidenziato benefici associati alla permanenza in ambienti forestali, tra cui la riduzione dello stress, dell’ansia e della pressione arteriosa, oltre a miglioramenti della qualità del sonno, delle capacità cognitive e della risposta immunitaria.

Un modello che guarda al futuro

Il riconoscimento rafforza anche il posizionamento della Mata do Bussaco come destinazione dedicata al turismo della natura e della salute. “La Mata do Bussaco era già una destinazione d’eccellenza. Oggi rafforza anche la sua affermazione come spazio di salute, benessere e turismo della natura, diventando una destinazione ancora più completa e distintiva”, ha affermato António Jorge Franco, sindaco di Mealhada.

Nella stessa direzione le parole del segretario di Stato portoghese alle Foreste, Rui Ladeira, che ha definito la Mata Nacional do Bussaco “una delle maggiori perle nazionali” di un approccio capace di coniugare tutela del patrimonio naturale e benessere.

La notizia racconta un cambiamento di prospettiva. Le foreste continuano a essere essenziali per la biodiversità, il clima e la qualità dell’aria, ma iniziano anche a essere considerate infrastrutture per la salute pubblica. La certificazione di Bussaco va letta soprattutto in questa chiave: riconosce che, in ambienti progettati e gestiti secondo criteri scientifici, il contatto con la natura può diventare una risorsa complementare all’interno dei percorsi di cura.

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