Milano prova a portare la musica classica fuori dai teatri e dentro i quartieri periferici, i presidi sociali, persino un istituto penale minorile. È l’idea alla base dell’ottava edizione del “BAM Back to the City Concert”, in programma dal 6 all’11 settembre in otto tappe distribuite tra Portanuova, Dergano, Affori, Comasina, Baggio, Ghisolfa e Washington.
Un ensemble senza direttore
Protagonista del festival è Spira Mirabilis, formazione che rifiuta la figura del direttore d’orchestra e costruisce l’esecuzione su ascolto reciproco e responsabilità condivisa tra i musicisti. Il gruppo porterà nei quartieri milanesi un programma dedicato a “La bella addormentata” di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in un allestimento pensato per pubblici che raramente hanno accesso a un concerto sinfonico.
Il progetto coinvolge 23 artisti ed è costruito insieme ad associazioni e fondazioni impegnate su disabilità e accessibilità: Associazione Culturale Fedora, Associazione Nazionale Subvedenti, Dynamo Camp, Ente Nazionale Sordi, Fondazione Blue Butterfly e L’abilità ETS. L’obiettivo è raggiungere comunità che restano ai margini dei circuiti culturali tradizionali, portando la programmazione fin dentro spazi quotidiani: giardini pubblici, biblioteche di quartiere, case popolari.
Dal carcere minorile alla musica elettronica inclusiva
Il calendario alterna registri molto diversi tra loro. Lunedì 7 settembre alle 16 è in programma la restituzione performativa di un percorso laboratoriale condotto con i detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni “Cesare Beccaria” di Milano. Alle 17.30, alla Casa di Quartiere Sempreverdi, l’Associazione Culturale Fedora propone “Il corpo della musica”, un laboratorio che invita il pubblico, con un’attenzione specifica alle persone sorde, a percepire il suono attraverso il corpo e il movimento, superando la sola dimensione uditiva.
Tra i partecipanti figura anche One Eat One, definita dagli organizzatori la prima band di musica elettronica al mondo composta da persone con e senza disabilità, che si esibirà negli spazi di BAM.
Poesia, suono immersivo e il gran finale
Martedì 8 settembre la Biblioteca Affori ospita alle 18 “E i miei sogni diventan poesia, nel risveglio della musica”, incontro tra l’Ensemble Blue Butterfly e Giovanni Lenzi, ventisettenne che convive dalla nascita con una condizione di sviluppo atipico e ha fatto della scrittura poetica uno strumento per raccontarsi. La stessa sera, alle 19, Fondazione AEM diventa il palcoscenico de “Il suono invisibile”, concerto immersivo realizzato con l’Associazione Nazionale Subvedenti.
La rassegna si chiude l’11 settembre alle 20 a BAM, con la serata dedicata alla musica classica che ogni anno richiama migliaia di persone nel giardino botanico di Portanuova, l’appuntamento che negli anni ha reso il festival un punto fermo del calendario culturale cittadino di inizio autunno.
