Un enigma zoologico rimasto irrisolto dall’Ottocento ha trovato risposta sull’isola di Pantelleria. Un gruppo di ricerca internazionale ha registrato per la prima volta prove acustiche della presenza in Europa del pipistrello egiziano dalla faccia fessurata, Nycteris thebaica, specie diffusa in gran parte dell’Africa subsahariana ma mai confermata a nord del Mediterraneo. Lo studio, pubblicato su Global Ecology and Conservation, porta la firma di ricercatori dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, del Museo di Storia Naturale di Berlino, dell’Università Humboldt di Berlino e del Parco Nazionale di Pantelleria.
Un indizio ottocentesco mai verificato
La specie compariva già nella letteratura scientifica siciliana di due secoli fa, ma sotto un nome incerto e senza alcun riscontro concreto: nessun esemplare conservato, nessuna località precisa, nessuna descrizione diagnostica. Per generazioni di zoologi è rimasta una segnalazione dubbia, né confermabile né smentibile. A risolvere il caso è stato un dettaglio tecnico: Nycteris thebaica vola a bassa quota ed emette richiami di ecolocalizzazione deboli, difficili da intercettare con i sistemi di monitoraggio standard, che posizionano i microfoni più in alto rispetto al suolo.
Microfoni a terra
Nel giugno 2026 il team ha installato due registratori a meno di mezzo metro dal suolo, con la sensibilità al massimo, in una lecceta sul rilievo più alto dell’isola. In una sola notte sono stati raccolti circa 30 gigabyte di file audio.. Ne sono emerse 54 vocalizzazioni riconducibili con certezza alla specie, distribuite in cinque sequenze. Una di queste conteneva due individui in volo simultaneo, insieme a richiami sociali che secondo i ricercatori indicano la presenza di una piccola popolazione stabile, non di un singolo esemplare disperso.
Un ponte tra Africa e Sicilia
Pantelleria negli ultimi anni è già emersa come punto di passaggio per altre specie di origine nordafricana individuate sull’isola, come Plecotus gaisleri e Myotis punicus. Durante le fasi di abbassamento del livello marino nel Mediterraneo, le distanze da attraversare via mare si riducevano, rendendo più plausibile la colonizzazione anche da parte di pipistrelli dal volo lento. I ricercatori escludono invece che si tratti di un effetto recente del riscaldamento globale: la scarsa capacità di dispersione della specie e le segnalazioni storiche ottocentesche puntano piuttosto a una popolazione periferica presente da tempo, semplicemente mai rilevata.
Danilo Russo, autore principale dello studio, sintetizza così la portata della scoperta: “Il nostro studio trasforma un’incertezza storica in una questione di conservazione”.
Ora serve proteggerla
La conferma aggiunge alla fauna europea non solo una nuova specie, ma il primo rappresentante della famiglia Nycteridae mai documentato sul continente. Restano aperte diverse domande: quanto è numerosa la popolazione, dove si rifugia, se sia presente anche altrove in Sicilia. Tra le minacce individuate dai ricercatori figurano gli incendi boschivi e i gatti randagi, particolarmente diffusi sull’isola e potenzialmente letali per una specie che vola vicino al terreno. Il finanziamento della ricerca è arrivato dal Parco Nazionale di Pantelleria, dalla Fondazione Alexander von Humboldt e dalla Heidehof Stiftung tedesca.
