Una blatta che si infila tra le macerie di un edificio crollato e porta con sé una siringa di farmaco salvavita è il risultato di uno studio della University of Queensland, condotto insieme alla University of New South Wales e pubblicato su Advanced Science. Il team ha trasformato scarafaggi giganti scavatori del North Queensland in insetti telecomandati per operazioni di ricerca e soccorso.
Come funziona il pilotaggio
Gli scarafaggi scelti sono tra i più grandi al mondo, fino a 8,5 centimetri di lunghezza. Sul dorso portano uno zaino removibile che integra elettrodi impiantati chirurgicamente. Il bioingegnere Thang Vo-Doan, coautore dello studio, ha raccontato a Reuters che l’insetto viene prima anestetizzato e immobilizzato per l’impianto, poi guidato con impulsi elettrici che stimolano il sistema nervoso e attivano risposte motorie precise, “in modo che possa rispondere ai nostri comandi”. Lo stesso principio era già stato dimostrato nel 2025 dal team con i tenebrionidi Zophobas morio, capaci di muoversi anche su pareti verticali grazie a elettrodi posizionati su antenne ed elitre.
Da esploratori a paramedici
La novità di questa fase del progetto è il salto da semplice localizzazione a prima assistenza. Gli insetti operano in coppia: uno, l'”osservatore”, monta una microcamera e individua l’obiettivo; il secondo trasporta un cilindro collegato a una siringa e somministra il farmaco, su comando, a distanza. Nei test di laboratorio la blatta esploratrice ha raggiunto il punto stabilito nel 100% dei tentativi. Il tasso di successo delle iniezioni si è fermato al 72% complessivo, ma è salito al 95% quando la distanza dal bersaglio era inferiore ai 15 centimetri.
Perché insetti veri e non robot
Il team ha scelto animali reali, non miniature meccaniche, perché i micro-robot non riproducono ancora l’agilità, la resistenza e i consumi energetici minimi di un insetto vivo in ambienti irregolari come le macerie dense. È lo stesso principio che ha guidato gli esperimenti sui coleotteri: sfruttare capacità naturali di arrampicata e infiltrazione che nessun robot di quelle dimensioni sa ancora replicare, aggiungendovi solo il controllo direzionale.
I limiti prima dell’uso reale
Per ora la sperimentazione resta chiusa in laboratorio. Restano da risolvere problemi concreti: la tenuta del segnale radio dentro edifici collassati, la sicurezza dell’iniezione su un corpo umano reale e l’affidabilità su terreni irregolari e instabili. Reuters segnala inoltre un vuoto normativo: non esistono ancora linee guida etiche condivise per la sperimentazione su insetti utilizzati in questo modo, un tema che difficilmente resterà marginale se la tecnologia si avvicinerà all’impiego sul campo.
Il dottorando Hai Nhan Le, coautore dello studio, sintetizza così la scommessa del progetto: “Molte persone potrebbero non gradire la vista di uno scarafaggio gigante che corre verso di loro, ma se sei intrappolato tra le macerie o in una grotta e hai bisogno di aiuto, potrebbe davvero fare la differenza tra la vita e la morte”.
