28 Agosto 2026
/ 27.08.2026

Francoforte, quando le zanzare viaggiano in aereo

Sei lavoratori contagiati, due morti e un’ipotesi ancora da verificare: un insetto infetto potrebbe essere arrivato a bordo di un aereo da un’area dove la malaria è presente. Un episodio rarissimo che mette alla prova la sorveglianza sanitaria europea

La malaria è arrivata all’aeroporto di Francoforte? La domanda, dopo la morte di due dipendenti dello scalo tedesco e il contagio di altre quattro persone, richiede una risposta precisa: per ora non lo sappiamo. Le autorità stanno cercando di capire come sei lavoratori abbiano contratto una malattia che in Germania non circola normalmente e che nessuno di loro, secondo le prime informazioni, aveva importato da un viaggio recente.

L’ipotesi più accreditata è quella della cosiddetta “malaria aeroportuale”: una zanzara femmina del genere Anopheles, infetta dal parassita Plasmodium, potrebbe essere entrata in un aereo proveniente da una zona dove la malaria è endemica, cioè dove la trasmissione della malattia avviene abitualmente. Una volta arrivata a Francoforte, avrebbe potuto pungere alcune persone.

Che cos’è davvero la malaria

La malaria non è un’infezione che normalmente passa direttamente da una persona all’altra. A trasmetterla sono soprattutto le zanzare Anopheles infette. Quando una zanzara punge una persona malata può acquisire il parassita; dopo il suo sviluppo nell’insetto, una successiva puntura può trasferire il parassita a un’altra persona.

I sintomi possono comparire dopo una settimana o più e comprendono febbre, brividi, mal di testa, sudorazione, vomito e diarrea. La forma provocata da Plasmodium falciparum è la più pericolosa e, senza diagnosi e trattamento tempestivi, può provocare complicazioni gravi e morte.

La malaria è oggi concentrata soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali, con il maggior numero di casi e decessi in Africa. Nei Paesi europei non endemici i casi sono generalmente legati a persone che hanno contratto l’infezione all’estero.

Perché Francoforte interessa anche l’Italia

L’episodio è stato individuato a luglio, quando erano stati segnalati i primi quattro casi. Il secondo decesso è stato confermato il 26 agosto. Per cercare il vettore, Fraport, la società che gestisce l’aeroporto, ha installato trappole per zanzare. Gli insetti catturati saranno identificati e analizzati per stabilire se appartengano a una specie capace di trasmettere la malaria e se possano essere collegati all’episodio.

Francoforte è inoltre uno dei principali aeroporti europei: nel 2025 ha registrato circa 63,2 milioni di passeggeri. Quasi metà del traffico, il 48,7 per cento, riguarda passeggeri in trasferimento. Per questo un eventuale episodio di “malaria aeroportuale” viene seguito anche fuori dalla Germania.

Il ministero della Salute italiano è stato informato attraverso l’EWRS, acronimo di Early Warning and Response System: è il sistema europeo di allerta rapida che permette alle autorità sanitarie dei Paesi dell’Unione europea di condividere tempestivamente informazioni su minacce sanitarie transfrontaliere e coordinare le risposte.

In Italia sono stati allertati anche gli Usmaf, gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del ministero della Salute. Sono strutture sanitarie presenti nei principali punti di ingresso nel Paese, come aeroporti e porti, incaricate tra l’altro di svolgere attività di vigilanza e prevenzione sanitaria alle frontiere.

Il fattore climatico

Il caso tedesco non autorizza a dire che la malaria stia tornando a circolare stabilmente in Europa. Il rischio per la popolazione viene considerato basso. Ma introduce una questione che riguarda direttamente anche l’ambiente.

Le zanzare sono animali a sangue freddo e il loro sviluppo dipende dalle condizioni esterne. Secondo l’Istituto superiore di sanità, le Anopheles adulte possono riprodursi e sopravvivere a temperature non inferiori indicativamente a 15-18 °C, in presenza di umidità e acqua necessaria alla riproduzione.

È questo il punto sollevato dall’infettivologo Francesco Castelli nell’intervista pubblicata da la Repubblica: “Con il super caldo le anofele provenienti da Africa e Asia sono in grado di vivere più giorni da noi”. Il riscaldamento non significa automaticamente malaria in Europa, ma temperature più favorevoli possono influenzare la sopravvivenza e la distribuzione dei vettori.

L’ISS segnala inoltre la progressiva espansione di Anopheles stephensi, una zanzara originaria dell’Asia meridionale e del Medio Oriente che dal 2012 è stata individuata in diversi Paesi africani. È particolarmente adattabile agli ambienti urbani e rappresenta una difficoltà aggiuntiva per il controllo della malaria.

La lezione dello scalo tedesco

Per capire che cosa sia successo a Francoforte serviranno ancora analisi. Le autorità devono identificare le zanzare presenti nello scalo e confrontare i risultati con i campioni biologici dei lavoratori infettati.

Il caso, quindi, va letto per quello che è: un focolaio raro, con un bilancio grave, ma senza elementi che indichino oggi una diffusione della malaria nella popolazione tedesca o europea. Proprio perché il rischio è basso, la sorveglianza può concentrarsi sulla domanda più utile: quali insetti riescono ormai a sopravvivere, riprodursi e spostarsi in ambienti europei e quanto rapidamente siamo in grado di accorgercene?

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