Circa 400 mila alberi abbattuti in Finlandia per fare spazio ai nuovi data center di Google. È la stima dell’Associazione finlandese per la conservazione della natura (SLL), che denuncia la distruzione di oltre 500 ettari di foresta prima del completamento delle necessarie valutazioni ambientali. Le autorità hanno chiesto di fermare i lavori in due siti e presentato una richiesta di indagine alla polizia. Google si è scusata, sostenendo di aver agito secondo la propria interpretazione della normativa.
Il caso riguarda Muhos, nel nord del Paese, dove secondo gli ambientalisti sono stati abbattuti circa 250 mila alberi su 330 ettari, e Otanmäki, nella municipalità di Kajaani, dove la stima è di altri 150 mila. Il Guardian, che ha visitato entrambe le località, descrive vaste superfici prive di vegetazione, con terreno rimosso e corsi d’acqua intorbiditi dai lavori.
Gli abbattimenti prima delle valutazioni ambientali
La contestazione parte da un esposto presentato il 16 settembre dalla SLL. L’associazione richiama la normativa finlandese sulla valutazione di impatto ambientale, una procedura che serve a individuare preventivamente le conseguenze di un progetto su ecosistemi, acqua e suolo.
Il 6 ottobre l’autorità finlandese per le licenze e la vigilanza (LVV) ha chiesto a Tuike Finland, società controllata da Google, di sospendere le attività preparatorie nei due siti perché le valutazioni erano ancora incomplete. Il responsabile di Google Finlandia, Antti Järvinen, ha presentato pubblicamente le proprie scuse. Intervistato dall’emittente pubblica Yle, ha spiegato che le decisioni erano state prese sulla base della migliore interpretazione disponibile della legislazione. Ha inoltre negato che l’azienda avesse accelerato gli abbattimenti per anticipare i controlli.
La protesta a Helsinki
Il 22 ottobre la LVV ha chiesto ulteriori chiarimenti sulla gestione delle acque a Muhos. Secondo l’autorità, gli scavi e i canali di drenaggio potrebbero aumentare l’acidità delle acque e favorire il rilascio di metalli dal terreno. L’azienda dovrà presentare entro il 5 novembre un piano dettagliato per prevenire questi rischi.
L’autorità ha inoltre presentato alla polizia una richiesta di indagine sul progetto di Muhos. Restano da accertare le eventuali responsabilità. Tuike Finland ha comunicato di aver interrotto i lavori preparatori in entrambi i siti.
Intanto cresce la mobilitazione. Dopo una prima manifestazione davanti agli uffici Google di Helsinki, l’associazione giovanile Luontoliitto ha convocato una nuova protesta per oggi, 26 ottobre, dalle 16 alle 17. Gli organizzatori chiedono di fermare l’espansione dei data center, denunciandone gli effetti sulle foreste e sui consumi energetici.
Ad oggi, ha superato le 97 mila firme anche l’iniziativa legislativa popolare “Datakeskukset kuriin”, presentata il 15 settembre sulla piattaforma ufficiale finlandese. La proposta chiede regole più severe per i data center e un contributo economico a carico delle aziende per compensare i danni ambientali e il consumo di risorse. Avendo superato la soglia delle 50 mila firme, può essere sottoposta all’esame del Parlamento.
Tredici miliardi di investimenti, ma quali benefici?
La controversia riguarda una parte del piano da 13 miliardi di euro annunciato da Google per ampliare le proprie infrastrutture digitali in Finlandia. Il clima freddo, che facilita il raffreddamento dei server, rende il Paese particolarmente interessante per queste strutture.
Secondo il quotidiano inglese, sono 145 i nuovi data center in diverse fasi di progettazione. Si tratta di grandi impianti che ospitano computer destinati a elaborare e conservare dati, compresi quelli necessari ai sistemi di intelligenza artificiale. La loro espansione solleva interrogativi sul consumo di elettricità, sui benefici occupazionali e sulle conseguenze per gli ecosistemi.
Il governo finlandese considera questi investimenti un’opportunità economica. Le associazioni ambientaliste chiedono invece maggiori controlli prima dell’avvio dei lavori e garanzie sulla tutela delle foreste. Google ha annunciato interventi per proteggere le acque e la piantumazione di alberi su 130 ettari a Muhos. Secondo gli ambientalisti, la misura non compenserebbe le perdite subite.
