Immaginare una tenda che, invece di consumare energia, la produce semplicemente restando piantata sotto il vento. Non è fantascienza: un gruppo di ingegneri di Singapore ha costruito un prototipo capace di trasformare in elettricità il movimento del telo, quello di chi ci si muove all’interno e persino le vibrazioni dei suoni.
Il segreto è una proprietà dei materiali chiamata magnetoelasticità, descritta per la prima volta nel 1865 dal fisico Emilio Villari: quando un materiale magnetico viene piegato o stirato, la sua risposta magnetica cambia, e quella variazione può essere convertita in corrente per induzione. I ricercatori della Nanyang Technological University hanno applicato il principio al tessuto di una tenda. Il pavimento è percorso da nastri magnetoelastici, mentre il tetto è costruito a strati, con fibre conduttive e una pellicola sensibile alle sollecitazioni. Ogni volta che il telo si flette – per una raffica, per chi si sposta all’interno o anche solo durante il montaggio – la struttura raccoglie un po’ di energia.
Numeri ancora piccoli
Lo studio, pubblicato il 31 luglio sulla rivista Matter, mostra risultati promettenti ma modesti. In laboratorio, battendo con una mano un piccolo campione di materiale, i ricercatori hanno caricato un condensatore da 0,22 microfarad fino a 5,8 volt in appena un secondo e mezzo. È troppo poco per alimentare uno smartphone, ma abbastanza per dimostrare che anche un frammento di tessuto può trasformare il movimento in elettricità.
L’idea non nasce per il campeggio di lusso. Gli autori pensano soprattutto ai luoghi in cui la corrente manca o è inaffidabile: campi profughi, aree colpite da catastrofi, accampamenti lontani dalla rete. Lì anche pochi watt fanno la differenza, perché permettono di accendere una luce a led, ricaricare un telefono o far funzionare un piccolo riscaldatore. Il vantaggio rispetto al solare è evidente: la tenda non ha bisogno del sole e continua a produrre energia all’ombra e dopo il tramonto, purché il tessuto resti in movimento. E rispetto ai generatori tradizionali elimina carburante, peso e manutenzione.
Le domande aperte
Resta molto da verificare. Nessuno sa ancora quanta elettricità la tenda possa davvero generare sul campo, quanto a lungo il tessuto resista a piegature ripetute e intemperie, né se sia possibile fabbricarla a un costo accessibile su larga scala. Per adesso è una fonte di energia supplementare, non un sostituto della rete. Ma il prototipo suggerisce che un semplice riparo, un giorno, potrebbe fare molto più che tenerci all’asciutto.
