18 Giugno 2026
/ 18.06.2026

Nasce il vigneto di Sant’Alessio: sette vitigni storici e sensori climatici

Con l’inaugurazione del nuovo impianto vitivinicolo all’interno dell’Istituto Agrario Garibaldi, il progetto “Roma Mater Vinorum” aggiunge un tassello alla mappa dei vigneti urbani della Capitale. Oltre 100 barbatelle, sette specie autoctone e una rete di sensori ambientali: la tradizione dialoga con la tecnologia, e gli studenti diventano protagonisti

Roma ha un nuovo vigneto urbano. Nell’area della tenuta di Sant’Alessio e Vigna Murata è stato inaugurato un impianto con oltre 100 barbatelle che racchiudono sette specie storiche autoctone: Bellone, Nero Buono di Cori, Cesanese, Moscato di Terracina, Mammolo, Abbuoto e Malvasìa Puntinata. Varietà che raccontano secoli di viticoltura laziale e che oggi tornano a radicarsi nel suolo della Capitale.

Il nuovo impianto è il secondo di questo tipo dopo quello di San Sisto, e sorge all’interno dell’Istituto Agrario Garibaldi, una delle istituzioni formative agricole più antiche della città, fondata nel 1872. Dopo diverse sedi nel corso del Novecento, la scuola ha trovato collocazione definitiva proprio in questa tenuta e ora, con il vigneto, recupera anche la vocazione vitivinicola del luogo.

Un laboratorio tra radici e tecnologia

Il vigneto di Sant’Alessio non è soltanto uno spazio produttivo: è pensato come laboratorio didattico a cielo aperto. Gli studenti dell’Istituto Garibaldi saranno coinvolti direttamente nelle attività di gestione e monitoraggio, sulla scia di chi già collabora alle cure del vigneto di San Sisto. Tradizione agronomica e formazione si intrecciano così in un percorso che guarda al futuro senza dimenticare le radici.

A questo si aggiunge una componente tecnologica di rilievo. La startup Citiculture ha installato sui filari sensori climatici alimentati da pannelli fotovoltaici, capaci di rilevare temperatura, umidità, pressione atmosferica, intensità dell’irraggiamento solare e la presenza di inquinanti come il particolato fine PM2,5 e PM10. Un presidio ambientale che trasforma il vigneto in un punto di osservazione sul microclima urbano.

Roma Mater Vinorum: identità, cultura, Europa

L’impianto è parte del progetto “Roma Mater Vinorum“, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale insieme a Iter Vitis – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio vitivinicolo storico della città e costruire nuove opportunità educative, culturali e ambientali per le nuove generazioni.

“Questa amministrazione sta restituendo alla città una parte importante della sua identità storica”, ha dichiarato l’assessora all’Ambiente, all’Agricoltura e al Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi. “Abbiamo deciso di farlo assieme al mondo scientifico, per unire due mondi che per troppo tempo sono stati distanti. È proprio dall’incontro tra tradizione e innovazione che nasce la capacità di affrontare le sfide ambientali e produttive del nostro tempo”.

Emanuela Panke, presidente di Iter Vitis, ha sottolineato la dimensione europea del progetto: “Vogliamo offrire ai giovani l’opportunità di essere protagonisti di questo racconto, trasformando Roma in un luogo dove il patrimonio culturale dialoga con la ricerca scientifica e le tecnologie del futuro”. L’ambizione è quella di creare una vera academy europea della formazione vitivinicola, capace di collegare le scuole della rete Iter Vitis, le università e i centri di eccellenza internazionali.

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