4 Marzo 2026
/ 4.03.2026

Rifiuti e autonomia impiantistica, Simone Proietti (AMA): “Così Roma trasforma la sfida del Giubileo in opportunità industriale”

Il direttore della divisione ambiente dell’Azienda Municipale Ambiente della Capitale racconta la strategia per gestire i flussi record dell'anno giubilare: tra digitalizzazione della flotta, nuovi impianti per l'organico e l’obiettivo dell’autosufficienza nel trattamento delle frazioni differenziate

Gestire il ciclo dei rifiuti in un Comune che ha un territorio grande quanto la somma delle prime dieci città italiane è, per definizione, una sfida di logistica e ingegneria ambientale. Se a questo si aggiunge la pressione di un anno giubilare da 35 milioni di presenze, la missione di AMA (Azienda Municipale Ambiente) a Roma si trasforma in un banco di prova cruciale per la tenuta del sistema impiantistico della Capitale. A tracciare la rotta verso un modello di gestione più evoluto e sostenibile è Simone Proietti, direttore della divisione ambiente della municipalizzata romana, che ai microfoni di Ultima Bozza spiega come l’azienda stia passando da una logica di pura raccolta a una di player industriale del recupero.

La complessità di una “città-regione”

“Roma non è solo i suoi 2,8 milioni di residenti”, esordisce Proietti sottolineando l’eccezionalità del contesto operativo. “Dobbiamo rispondere alle esigenze di una popolazione fluttuante enorme, alimentata dai flussi turistici e dai grandi eventi che una capitale internazionale attrae costantemente”. Per governare questa complessità, AMA mette in campo una forza lavoro di circa 8.000 dipendenti, di cui quasi 7.000 operativi sul territorio, supportati da una flotta di migliaia di mezzi. La vera novità, però, risiede nell’integrazione tecnologica: “Ci stiamo dotando di una piattaforma digitale che permette di monitorare da remoto tutte le attività, ottimizzando i percorsi e rendendo la gestione del servizio più ordinata e trasparente”.

Verso l’autonomia impiantistica

Il focus della trasformazione ecologica di Roma risiede nel superamento della dipendenza da impianti terzi. La strategia industriale di AMA punta infatti con decisione sulla creazione di asset proprietari per la valorizzazione dei vari materiali raccolti. “Siamo nel pieno della realizzazione di quattro nuovi impianti strategici”, spiega Proietti.

Nel quadrante nord-ovest della città sono in costruzione due impianti destinati al trattamento della frazione organica, degli sfalci e delle potature, con una capacità di 110.000 tonnellate ciascuno. Parallelamente, nelle zone est e ovest della capitale, stanno sorgendo due poli per il trattamento di carta e multimateriale (plastica e metalli). “Queste infrastrutture ci permetteranno finalmente di diventare autonomi, gestendo internamente la quasi totalità delle frazioni raccolte in città”, sottolinea il direttore divisione ambiente.

Sostenibilità come efficienza operativa

L’obiettivo dichiarato è chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del perimetro comunale, riducendo l’impatto ambientale legato ai trasporti e garantendo una maggiore resilienza al sistema. In questa visione, la transizione di AMA è una necessità per garantire la qualità del servizio in una città dalle infrastrutture storiche delicate.

“La sfida del Giubileo è l’occasione per consolidare un modello che coniuga la gestione dei grandi flussi con l’innovazione tecnologica”, conclude Proietti. Il quadro che emerge è quello di un’azienda che tenta di trasformare il “problema rifiuti” di Roma in una filiera industriale circolare, fondata su impianti moderni, digitalizzazione e una pianificazione di lungo periodo per guardare oltre l’emergenza.

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