Se mai succedesse, sarebbe un disastro globale per l’umanità. Se (ipoteticamente) tutti i ghiacci di cui è ricoperto il continente dell’Antartide si sciogliessero, i livelli del mare (a parte tutte le altre conseguenze disastrose), salirebbero di quasi 60 metri, ricoprendo d’acqua grandi aree costiere. Un nuovo atlante subglaciale, pubblicato su Science, rivela con un dettaglio senza precedenti, la topografia che giace sotto la calotta antartica, identificando oltre 30 mila rilievi finora sconosciuti e una rete di catene montuose, canyon e altipiani.
La calotta antartica è la più grande massa di ghiaccio della Terra, e contiene circa il 70% dell’acqua dolce del Pianeta. Ha uno spessore medio stimato in circa 2 chilometri, con un massimo di quasi 5. L’Antartide, peraltro, non è sempre stata ricoperta dal ghiaccio. Oltre 34 milioni di anni fa le sue caratteristiche subglaciali furono scolpite dalla natura, per poi essere ulteriormente rimodellate dalla dinamica della calotta di ghiaccio.
Un mosaico vario
Gli scienziati hanno tracciato la mappa più dettagliata mai realizzata del paesaggio sepolto sotto la vasta calotta che ricopre l’Antartide, rivelando un continente nell’ombra fatto di montagne, canyon, valli e pianure e individuando per la prima volta decine di migliaia di rilievi minori. Il risultato arriva dall’integrazione tra le più recenti osservazioni satellitari ad alta risoluzione e una tecnica di analisi del flusso glaciale che deduce la forma del terreno e le sue condizioni partendo dai segnali sulla superficie del ghiaccio. Ne esce un quadro continuo dell’intero continente, comprese aree che finora erano rimaste fuori dalle mappe.
Conoscere con precisione la sagoma del letto roccioso è più di una curiosità geologica. La rugosità del fondo, i contrafforti e le dorsali incidono sulla frizione che si oppone allo scorrimento dei ghiacci, un fattore decisivo all’interno dei modelli numerici che provano a stimare quanto velocemente l’Antartide scaricherà massa verso l’oceano, contribuendo all’innalzamento del livello del mare.
Il nuovo atlante mostra un mosaico vario, non diverso per complessità da quello dei continenti emersi. Vi compaiono catene montuose, ampie pianure e valli profonde, ma anche più di 30 mila colline alte più di 50 metri dal terreno circostante finora non catalogate. Per gli scienziati, è un paesaggio tipico degli altipiani incisi da valli glaciali profondamente scavate, come ad esempio in Scozia, in Scandinavia, in Canada e in Groenlandia. L’Antartide è circa il 40% più grande dell’Europa, e ha un’estensione pari a circa la metà dell’Africa.
Si conosceva più Marte dell’Antartide
Fino a oggi, paradossalmente, la superficie di Marte era mappata meglio del fondo antartico. Il motivo è tecnico: la topografia subglaciale si ricostruisce tradizionalmente con radar imbarcati su aerei o trainati da slitte, rilievi che coprono strisce del territorio lasciando spesso spazi di 5 o 10 chilometri tra una linea e l’altra, e in alcuni casi anche di 150.
“Il metodo che abbiamo usato è davvero entusiasmante, perché ci permette di combinare la matematica del flusso dei ghiacci con osservazioni satellitari della superficie ad alta risoluzione e di dedurre come deve essere il paesaggio sottostante ovunque, anche in tutte quelle lacune tra le indagini sul campo. Ci offre un’idea molto più completa di come le diverse forme del terreno si connettano fra loro”, spiega Helen Ockenden, glaciologa dell’Institut des Géosciences de l’Environnement in Francia, e prima autrice dello studio.
