29 Giugno 2026
/ 29.06.2026

Al cinema contro il caldo: a Parigi sale gratuite per i più vulnerabili

A Lione i musei comunali hanno sospeso temporaneamente l'ingresso a pagamento. A Saragozza e Huescaè stato ridotto il prezzo delle piscine pubbliche. Ad Amsterdam il Comune ha attivato dodici zone refrigerate

Martedì 24 giugno la Francia ha registrato la giornata di giugno più calda della sua storia. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato che quaranta persone sono annegate dall’inizio dell’ondata di calore, vittime indirette di un caldo che spinge verso l’acqua senza adeguata preparazione. Scuole chiuse, eventi annullati, viaggi sconsigliati.

Nel X arrondissement di Parigi, una risposta è arrivata da tre sale cinematografiche indipendenti (L’Archipel, Le Brady e Le Louxor) che hanno aderito all’iniziativa “Ciné-clim”: proiezioni pomeridiane gratuite dalle 13 alle 16, con priorità alle categorie più esposte al rischio termico. Under 25, over 65, donne in gravidanza, persone con mobilità ridotta. Per accedere basta presentarsi alla cassa con un documento d’identità.

Il consiglio municipale ha inquadrato l’operazione come misura di salute pubblica, parte di un pacchetto più ampio che include punti di ristoro, una sala climatizzata nel municipio, la balneazione sorvegliata nel Canal Saint-Martin e l’apertura prolungata fino a mezzanotte del giardino Villemin – Mahsa Jîna Amini.

Tre milioni di biglietti in una settimana

L’iniziativa del X arrondissement è di scala ridotta ma racconta qualcosa di più grande. Secondo Le Monde, tra il 17 e il 23 giugno 2026, le presenze nelle sale francesi sono aumentate del 50% rispetto alla stessa settimana del 2025, e del 36% rispetto alla media pre-Covid 2017-2019: 3,12 milioni di ingressi totali, secondo Marc-Olivier Sebbag, direttore generale della Federazione Nazionale dei Cinema Francesi (FNCF).

Sebbag ha però tenuto a precisare: “L’ondata di caldo funge da innesco, ma è soprattutto la varietà dei film a spiegare perché la gente va al cinema. L’aria fresca da sola non basta; è perché i film piacciono al pubblico. Altrimenti, andrebbero nei centri commerciali, che sono altrettanto climatizzati”.

L’offerta in sala era in effetti eccezionale: Toy Story 5, uscito il 17 giugno, ha superato il milione di spettatori nella prima settimana; Backrooms di Kane Parsons ha debuttato con 485.000 presenze; De Gaulle: Tilting Iron di Antonin Baudry ha segnato un +17% alla terza settimana, superando i 900.000 spettatori totali, secondo i dati Rentrak elaborati da Eric Marti, direttore per la Francia della società di analisi audience.

Gesso sui vetri e piscine scontate: il fai-da-te europeo

Il resto dell’Europa ha risposto all’emergenza termica con soluzioni che variano di città in città e rivelano l’assenza di qualsiasi coordinamento continentale strutturato.

In Francia, fuori da Parigi, si è registrata la corsa al Blanc de Meudon: una polvere tradizionale che, mescolata con acqua e applicata sui vetri, riduce la penetrazione solare e abbassa la temperatura interna. I negozi di bricolage sono stati presi d’assalto. A Nantes, alcune scuole hanno usato il gesso direttamente sulle finestre. A Lione, i musei comunali hanno sospeso temporaneamente l’ingresso a pagamento.

In Spagna, l’Aragona, che è tra le regioni più colpite, ha ridotto il prezzo delle piscine pubbliche a Saragozza e Huesca. A Logroño, dove martedì erano attese temperature fino a 40°C, l’ingresso è stato reso gratuito per l’intera durata dell’ondata e le fontane ornamentali sono rimaste attive fino alle 23. Una legge del 2024 già obbliga i datori di lavoro spagnoli a vietare il lavoro manuale all’aperto nelle ore di picco.

Ad Amsterdam, il Comune ha attivato dodici “zone refrigerate“, dalle biblioteche, chiese, teatri, supermercati fino alle fattorie urbane, aperte anche agli animali domestici, concentrate nel quartiere di Nieuw-West, identificato dalle simulazioni urbane come il più esposto al rischio termico. Le scuole hanno adottato orari “tropicali”, con giornate accorciate e più pause, in assenza di qualsiasi normativa nazionale sulle temperature massime ammissibili nelle aule.

In Belgio, alcuni treni pendolari più vecchi, privi di aria condizionata, sono stati tolti dal servizio. A Tervuren, sobborgo di Bruxelles, gli studenti hanno sostenuto gli esami finali in una chiesa. In Germania, i postini di Deutsche Post hanno ricevuto l’autorizzazione a indossare i bermuda; l’Associazione tedesca di salvataggio (DLRG) ha avvertito sui rischi del nuoto improvvisato; la compagnia assicurativa DAK ha attivato una linea di supporto telefonica per il caldo.

L’Italia tra cassa integrazione e consigli sul menu

In Italia, con oltre una dozzina di città in allerta rossa, il governo ha reintrodotto la cassa integrazione per i lavoratori più esposti, come agricoltori, edili, addetti a capannoni scarsamente ventilati, consentendo alle aziende di sospendere l’attività nei momenti caldo estremo e accedere ai fondi pubblici per la copertura salariale. A Palermo, le carrozze trainate da cavalli sono state vietate nelle ore centrali. A Torino, alcune terrazze dei ristoranti hanno chiuso.

Ciò che mancano ancora sono standard normativi chiari sulla temperatura massima nei luoghi di lavoro al chiuso, campagne di prevenzione sistematiche per le fasce anziane della popolazione e una pianificazione urbana che riduca l’accumulo termico nelle città anziché limitarsi a gestirne le conseguenze estate dopo estate.

L’iniziativa “Ciné-clim” è una buona idea. Il problema è che resta un’idea di quartiere collocata all’interno di un’emergenza continentale. Finché la risposta alle ondate di calore dipende dalla fantasia dei singoli municipi – chi apre i cinema, chi spalma il gesso sui vetri, chi autorizza il ricorso ai bermuda per i postini – significa che una politica europea di adattamento al caldo non esiste ancora. Il problema è che difficilmente le prossime estati saranno più fresche.

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