Roma si prepara a cambiare volto alle sue scuole. Più di mille edifici tra asili, elementari, medie e superiori saranno interessati da un intervento di riqualificazione energetica senza eguali nel Paese, per un investimento complessivo di 850 milioni di euro. L’obiettivo è lasciarsi alle spalle aule fredde d’inverno e roventi d’estate, intervenendo su infissi, impianti e fonti di energia.
Il punto di partenza è impietoso. Oltre l’80% degli istituti scolastici romani rientra nelle classi energetiche più basse, la E, la F e la G, frutto di standard costruttivi ormai datati. Per il Comune, che ogni anno spende circa 25 milioni di euro solo per la gestione energetica delle scuole, la riqualificazione non è più rinviabile.
Come si dividono le risorse
Il grosso dei fondi arriva dal piano “Scuole verdi“, promosso dal Comune con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti: 600 milioni di euro tra risorse comunali, incentivi statali e capitali privati. A questo si affianca un piano parallelo di Città Metropolitana, che mette sul tavolo altri 250 milioni per riqualificare 154 istituti superiori della provincia, 98 dei quali nella città di Roma. Tra gli edifici coinvolti figurano scuole storiche come il Mamiani, il Tasso, il Righi e il Ruiz, insieme a Cannizzaro, Sereni, Nomentano, Tacito, Newton, Galilei, Leonardo da Vinci, Peano e Pirelli. Sommando anche gli interventi già finanziati con i fondi Cis e Pn Metro, il numero complessivo di edifici coinvolti sale a 1.350.
Gli interventi previsti
Per nidi e scuole dell’infanzia sono previste la sostituzione degli infissi e l’installazione di pannelli fotovoltaici e pompe di calore a bassa temperatura, pensate per garantire comfort sia d’estate sia d’inverno. Interventi analoghi riguarderanno elementari e medie, dove si aggiungerà anche un sistema di monitoraggio avanzato della temperatura, in affiancamento agli attuali impianti di controllo.
Il piano, presentato dal sindaco Roberto Gualtieri e dal direttore Pubblica amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti Gianluca Bisognani, sarà suddiviso in cinque lotti. Oltre agli interventi minimi obbligatori, le aziende potranno proporre migliorie aggiuntive: dalle pompe di calore geotermiche all’isolamento delle coperture, fino ai sistemi di accumulo elettrochimico, alle colonnine di ricarica e alle schermature solari. Secondo l’assessora ai Lavori pubblici Ornella Segnalini, gli interventi permetteranno di risparmiare oltre il 70% di CO2 e di produrre più di 50 gigawatt di energia.
Per le 154 scuole superiori, dove sono previsti anche il rifacimento di tetti e solai, i lotti saranno invece sei. Come spiega Daniele Parrucci, delegato all’Edilizia scolastica di Città Metropolitana, le imprese incaricate dei lavori verranno individuate nei primi mesi del prossimo anno.
Le tempistiche
L’avvio dei cantieri per la parte gestita dal Comune è previsto per novembre 2029, mentre per gli istituti superiori le procedure di affidamento partiranno nei primi mesi del 2027. Un percorso lungo, ma che punta a trasformare in modo permanente il volto energetico delle scuole romane.
