In Albania la protesta contro un resort di lusso previsto sulla costa di Zvernec – a ridosso del paesaggio protetto di Vjosa-Narta, zona umida cruciale per le rotte degli uccelli migratori e per la sopravvivenza di specie marine protette – è entrata nella sua fase più conflittuale. Quella che per settimane è stata definita la “Rivoluzione dei Fenicotteri“, dal nome degli uccelli che popolano la preziosa e fragile area umida minacciata dal progetto, è oggi una mobilitazione che travalica la questione ambientale.
Il progetto, collegato a Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump, è diventato il punto di rottura tra governo e manifestanti. Secondo gli attivisti, l’intervento edilizio metterebbe a rischio un ecosistema della costa meridionale. Il governo, al contrario, lo presenta come un investimento strategico per il turismo di fascia alta.
Scontri davanti al Parlamento
La tensione è esplosa giovedì 2 luglio davanti al Parlamento di Tirana, dove negli ultimi giorni si sono registrati scontri tra polizia e manifestanti. Le autorità hanno riferito di agenti feriti e arresti, mentre sui social circolano video di cariche e manganellate da parte delle forze dell’ordine.
Durante le proteste sono stati lanciati oggetti contro la polizia, incluse pietre, uova e barriere metalliche. In risposta, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere la folla e ha rafforzato con recinzioni metallichele misure di sicurezza attorno al Parlamento.
La protesta si allarga alla politica
Nata come mobilitazione ambientalista, la contestazione si è progressivamente trasformata in un movimento contro l’intero assetto politico. I manifestanti chiedono ora le dimissioni del primo ministro Edi Rama e del leader dell’opposizione Sali Berisha, la formazione di un governo tecnico, riforme elettorali e norme sugli investimenti nelle aree protette.
Protesta e bukur e qytetarisë, atdhedashurisë, pastërtisë, ia ka lënë vendin tanimë filmit të vjetër të konfliktit, sherrit, dhunës, ku thonjtë e politikës së dështimit dhe zemërimit po dalin në pah me pisllëkun e tyre karakteristik🤡🤡🤡
— Edi Rama (@ediramaal) July 2, 2026
Why 🇦🇱 protesters reject the political opposition, DP:
— Tirana Report (@Tirana_Report) June 20, 2026
~81-year-old leader at the helm since '90.
~Ex-President/PM from past governments ranked among Europe's most corrupt.
~Aims to replace ruling party loyalists with its own across all sectors.
~Same oligarchic agenda.
🦩 https://t.co/3FDcEDwnPN pic.twitter.com/akImjGdjy0
Il governo respinge le richieste e accusa una deriva violenta della protesta. Rama ha commentato gli scontri su X con toni sarcastici, definendo la fase iniziale della mobilitazione una “bellissima protesta di cittadinanza, patriottismo e purezza” poi degenerata in “conflitto, discordia e violenza”, accompagnando il messaggio con emoji raffiguranti clown.
Una frattura che resta aperta
Le autorità sostengono di aver introdotto modifiche normative per rispondere ad alcune criticità sollevate, senza però alterare l’impianto del progetto. I manifestanti, invece, considerano insufficienti queste aperture e promettono di continuare la mobilitazione.
La “Rivoluzione dei Fenicotteri” resta così sospesa tra due letture inconciliabili: da una parte la promessa di sviluppo economico legato al turismo internazionale, dall’altra la difesa di un’area naturale e la richiesta di maggiore trasparenza nelle decisioni pubbliche. Nel mezzo, una piazza che da oltre un mese continua a riempirsi, e una tensione politica che non accenna a ridursi.
