2 Luglio 2026
/ 2.07.2026

Futuro e giovani generazioni: l’Italia si prepara ad attuare la Valutazione di Impatto Generazionale, anche nell’interesse delle future generazioni

A novembre 2025, l’ordinamento italiano ha compiuto un passo storico con la promulgazione della Legge n. 167, che introduce il principio di equità intergenerazionale e impegna le istituzioni a valutare l’impatto di ogni politica su tutte le generazioni, anche quelle che nasceranno in futuro. Proprio in questi giorni, si attendono i decreti promessi dal governo per l’attuazione di questa legge. Nel frattempo, ASviS e il Consiglio Nazionale Giovani, nell’ambito dell’iniziativa Ecosistema Futuro, pubblicano un corso on-line gratuito per comprendere cos’è la Valutazione di Impatto Generazionale

Il futuro dell’Italia dipende strettamente dall’equilibrio nella distribuzione di risorse, opportunità e tutele tra giovani, adulti e anziani, e dalla capacità del Paese di garantire questi diritti anche per le future generazioni. 

In un contesto segnato da crisi demografica strutturale, debito pubblico e crescenti pressioni climatiche, le scelte attuali producono effetti cumulativi e spesso irreversibili nel lungo periodo. Chi nascerà domani subirà tali conseguenze senza poter influenzare i processi decisionali presenti, evidenziando un profondo deficit di rappresentanza democratica. Per sanare questo squilibrio nel tempo e promuovere una reale giustizia generazionale, nel novembre scorso è stata introdotta la Legge di Valutazione di Impatto Generazionale.

La nuova norma introduce per la prima volta nel sistema legislativo l’obbligatorietà della Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), anche nell’interesse delle future generazioni. L’obiettivo è trasformare l’equità tra generazionida principio etico astratto a criterio operativo di policy. Ai sensi dell’articolo 4, la VIG diventa parte integrante dell’Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR) – lo strumento ex ante già disciplinato dalla Legge 246/2005 – vincolando tutti gli atti normativi di iniziativagovernativa, ad esclusione dei decreti-legge. La norma impone così di esaminare preventivamente gli effetti sociali, ambientali ed economici di ogni legge sulle generazioni future.

Per garantire l’attuazione e l’indipendenza tecnica di questo percorso, l’articolo 5 istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Osservatorio nazionale per l’impatto generazionale delle leggi, con funzioni di monitoraggio, analisi e proposta. Inoltre, l’articolo 6 connette sistematicamente queste pratiche alla valutazione di genere, imponendo un’analisi sia ex ante sia ex post degli effetti differenziati tra donne e uomini.

Misurazione e territori

Mentre la Legge 167/2025 introduce l’obbligo della VIG a livello di legislazione statale, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ha sviluppato un percorso parallelo e complementare per consentire anche agli enti locali di misurare ex ante l’impatto delle proprie decisioni sulle nuove generazioni (con particolare riferimento ai giovani di oggi). Le Linee Guida ANCI per la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) rappresentano lo strumento fondamentale con cui il principio della giustizia intergenerazionale viene calato concretamente nella realtà amministrativa dei Comuni italiani. Le Linee Guida ANCI nascono da un percorso strutturato di sperimentazione. Sulla scia delle prime esperienze pioniere (come quella del Comune di Parma, prima città europea ad applicare la VIG), l’ANCI, con il supporto scientifico della Fondazione RiES (Ricerca Economica e Sociale), ha avviato un progetto pilota coinvolgendo città come Milano, Vicenza e L’Aquila.

Le Linee Guida ANCI intervengono direttamente sul Documento Unico di Programmazione (DUP), identificando:

  • Misure generazionali: interventi mirati che producono direttamente benefici immediati o differiti per i giovani;
  • Misure potenzialmente generazionali: politiche ad ampio spettro che, pur non essendo rivolte esclusivamente ai giovani, hanno la capacità di generare in potenza ricadute positive sul loro futuro;
  • Misure neutre: interventi privi di un impatto differenziato sulle diverse fasce d’età;
  • Misure anti-generazionali: provvedimenti che rischiano di drenare risorse o penalizzare in modo cumulativo le opportunità delle generazioni future.

In questo percorso, l’Italia non parte da zero. Possiamo fare riferimento a importanti sperimentazioni locali già avviate sul territorio. Oltre Parma, infatti, anche i Comuni di Bologna, Casalecchio di Reno, dell’Area metropolitana di Reggio Calabria e della Regione Emilia-Romagna hanno iniziato il processo di attuazione.

A marzo 2025, ASviS e Save The Children pubblicavano il paper “Valutazione di Impatto Generazionale” nel quale si ragiona sulla metodologia necessaria ad ampliare la valutazione oltre i giovani di oggi, ma anche alle future generazioni, ossia a chi ancora non è nato. Non solo quindi comprendere l’impatto su chi è giovane oggi, ma su chi lo sarà in futuro, nel 2050 e oltre.

Il ruolo strategico della formazione

Una legge è un’opportunità, ma da sola non basta. Per renderla viva, ogni legge va promossa e attuata. Per questo ANCI ha attivato una vasta campagna di formazione sul territorio attraverso appositi Laboratori di pratica territoriale.

Questi laboratori hanno l’obiettivo di formare i dipendenti comunali e i giovani amministratori locali nell’uso operativo delle metriche di simulazione e nell’applicazione degli indicatori generazionali, trasformando la programmazione locale in una vera infrastruttura orientata al futuro.

E per questo abbiamo pubblicato in queste settimane il corso online “Futuro in gioco: strumenti di valutazione di impatto generazionale, realizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ETS – ASviS con il contributo del Consiglio Nazionale Giovani (CNG), nell’ambito dell’iniziativa Ecosistema Futuro. Il corso è rivolto in modo specifico alle giovani generazioni – ma è aperto a tutte e tutti – e intende aiutare le ragazze e i ragazzi a capire, in maniera interattiva, come possono partecipare alla definizione delle nuove leggi, iniziando a decidere del proprio futuro. Incoraggiamo scuole, università e le lettrici e i lettori di Ultima Bozza ad accedere al corso per scoprire come costruire la sostenibilità, attraverso l’equità intergenerazionale. 

* Katia Longo, Specialista Area Formazione ASviS

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