3 Luglio 2026
/ 3.07.2026

Arriva il piano contro il caldo estremo, 50 milioni in cinque anni

Dall’emergenza a una politica strutturale. Il Campidoglio approva una strategia quinquennale contro le ondate di calore: nuovi alberi, meno superfici asfaltate, rifugi climatici diffusi sul territorio e servizi rafforzati per le persone più fragili. Coinvolte anche le aziende municipalizzate Ama e Acea

Roma diventa la prima città italiana a dotarsi di una strategia organica contro il caldo estremo. Il piano, presentato dal sindaco Roberto Gualtieri assieme agli assessori competenti, prevede investimenti per 50 milioni di euro nell’arco di cinque anni. L’obiettivo è smettere di rincorrere l’emergenza stagionale e costruire una risposta stabile, capace di incidere sulle infrastrutture della città e sulla vita quotidiana dei cittadini più esposti. “Le ondate di calore sono ormai la regola, non più l’eccezione”, ha sottolineato Gualtieri, spiegando che il fenomeno riguarda oggi un numero di giorni sempre più ampio nell’arco dell’anno.

Più alberi, meno cemento

Dal 2021 la superficie verde della Capitale è aumentata di 187 ettari, cinque dei quali ricavati lungo il Tevere. “La città deve essere pronta e noi la stiamo mettendo in grado di rispondere”, ha dichiarato l’assessora all’Ambiente, all’Agricoltura e al Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi. “Lo facciamo con un piano di messa a dimora stradale e di forestazione con numeri imponenti, parliamo di 38 mila alberi in strade e parchi e 18 nuovi boschi urbani con il piano Pnrr. Lo facciamo con i rifugi climatici, luoghi dove le persone possono trovare ombra, fresco e acqua in città. Lo facciamo con la depavimentazione e rinaturalizzazione della città: quattro ettari già depavimentati e tre su cui stiamo lavorando. Lo facciamo mettendo a sistema e riattivando la rete di pozzi cittadini e dei bacini idrici, per irrigare e nutrire il nostro verde: sono sette i pozzi riattivati o in via di riattivazione”.

Una rete di rifugi contro il caldo

Tra le novità più immediate c’è appunto la rete dei rifugi climatici, consultabile online e tramite app, che raccoglie centri climatizzati, piscine comunali, biblioteche e altri spazi pubblici dove i cittadini possono trovare refrigerio nelle giornate più calde. Il Regolamento edilizio verrà inoltre aggiornato per introdurre criteri di adattamento climatico obbligatori nelle nuove costruzioni, mentre proseguiranno gli interventi sugli edifici scolastici, sulle pensiline dei bus e sulle reti idriche ed energetiche, con l’obiettivo di ridurre il rischio di blackout nei giorni di picco.

Un’attenzione particolare alle persone fragili

Il piano dedica una parte consistente delle risorse a chi il caldo lo subisce di più: anziani soli, persone senza dimora, cittadini in condizioni di vulnerabilità sociale. Sono previsti centri diurni, unità di strada, consegna di pasti a domicilio, screening sanitari gratuiti e soggiorni estivi, oltre al rafforzamento della Protezione civile durante le emergenze. Come ha ricordato l’assessora al Sociale Barbara Funari, l’obiettivo è costruire “una rete stabile di prossimità”, capace di contrastare non solo il caldo ma anche l’isolamento sociale che spesso lo accompagna.

Il contributo di Ama e Acea

Anche le partecipate del Comune sono coinvolte nella strategia. Ama ha avviato il progetto “Sentinelle mobili”, che utilizza sensori termici installati sui mezzi aziendali per raccogliere oltre 150 mila dati ambientali, confluiti poi nella mappa digitale Ucronia per monitorare lo stress termico strada per strada. Acea, dal canto suo, punta su un investimento da circa 1,5 miliardi di euro sull’acquedotto del Peschiera e sul riutilizzo delle acque depurate, con un potenziale di oltre 5,5 milioni di metri cubi l’anno, per ridurre la pressione sulle fonti naturali durante i periodi di siccità.

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