6 Luglio 2026
/ 6.07.2026

New Delhi, accelera sulle due ruote: stop ai motori a benzina entro il 2028

Il governo della capitale indiana vara un piano che vieta progressivamente l’immatricolazione di risciò, scooter e moto a benzina, con l’obiettivo di portare al 30% la quota di veicoli elettrici entro il 2030 e arginare lo smog che soffoca la città

New Delhi non ha registrato nemmeno una giornata di aria pulita nel 2025, con valori dell’indice di qualità dell’aria costantemente sopra la soglia di allerta. Su una popolazione metropolitana di circa 30 milioni di abitanti, la città convive da anni con un livello di inquinamento tra i più alti al mondo, aggravato da un parco veicoli sterminato: in gran parte scooter e risciò a benzina o a gas naturale compresso, che da soli superano i due terzi del totale. Il trasporto su strada, secondo la Commissione per la gestione della qualità dell’aria, è responsabile di circa il 23% dell’inquinamento atmosferico della capitale: lo smog provoca ogni anno migliaia di morti premature.

Le tappe del divieto

Per invertire la rotta, l’esecutivo guidato dalla premier locale Rekha Gupta ha approvato una politica che entrerà progressivamente in vigore fino al marzo 2030. Dal 1° gennaio 2027 potranno essere immatricolati solo risciò elettrici e piccoli veicoli commerciali a zero emissioni; i mezzi a benzina o Gpl già in circolazione potranno continuare a circolare, ma le sostituzioni dovranno avvenire con modelli elettrici. Dal 1° aprile 2028 lo stesso divieto si estenderà a scooter e motocicli, che non potranno più essere registrati se non elettrici. Le auto ibride restano invece escluse da qualunque agevolazione: la scelta del governo è di puntare esclusivamente sull’elettrico puro.

Incentivi e infrastrutture

Per accompagnare la transizione, New Delhi ha stanziato un pacchetto da circa 150 miliardi di rupie, circa1,4 miliardi di euro. Chi acquista un risciò elettrico riceverà un contributo scaglionato – fino a 50 mila rupie il primo anno, 40 mila il secondo e 30 mila il terzo – mentre per le auto elettriche di prezzo inferiore a 30 lakh (circa 28 mila euro) è previsto l’azzeramento totale di tasse di immatricolazione e bollo. Sono previsti incentivi anche per chi rottama un vecchio veicolo a benzina e passa all’elettrico. Il piano punta inoltre a installare 30 mila colonnine di ricarica pubbliche in città, dove secondo le autorità il numero di punti di ricarica è già più che raddoppiato nell’ultimo anno, superando quota 10 mila.

Le reazioni

Gli esperti di mobilità sostenibile accolgono con favore la misura, definendola un possibile modello per altri Stati indiani alle prese con la stessa emergenza smog, ma sottolineano che il successo dipenderà dalla rapidità con cui verrà ampliata la rete di ricarica. Più caute le associazioni dei conducenti di risciò, che parlano di una transizione imposta senza consultazione: temono che gli incentivi attuali non bastino a coprire il costo di un veicolo elettrico nuovo, e chiedono un aumento dei sussidi statali e centrali. Resta inoltre irrisolto il nodo dei permessi: a Delhi il numero di licenze per i risciò passeggeri è fermo da tempo a un tetto massimo, il che ha già bloccato di fatto le nuove immatricolazioni elettriche nell’ultimo anno.

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