23 Luglio 2026
/ 23.07.2026

In Francia è scontro sul ritorno degli insetticidi

La legge d’urgenza agricola francese riapre all’acetamipride e al flupyradifurone. Dietro la crisi che ha travolto la ministra della Transizione ecologica c’è una minaccia reale: molecole che migrano nelle falde, impollinatori in declino e un’Europa che allenta i controlli in nome della semplificazione

Le dimissioni della ministra della Transizione ecologica, annunciate e ritirate nel giro di poche ore hanno tenuto banco per due giorni. Ma il nodo del caso francese non è il destino personale di Monique Barbut: è ciò che la legge d’urgenza agricola, approvata in via definitiva il 21 luglio, rimette in circolo. Due insetticidi vietati in Francia da anni – l’acetamipride e il flupyradifurone – potranno tornare in deroga su alcune colture: il primo soltanto sul nocciolo, il secondo su barbabietola, melo e ciliegio. Le deroghe passeranno dal parere dell’Anses e non potranno superare i tre anni; la sinistra ha annunciato il ricorso al Consiglio costituzionale, che un anno fa aveva bocciato una norma analoga.

Molecole che non restano nel campo

Entrambe le sostanze sono sistemiche: non si fermano sulla superficie della pianta, la percorrono dalle radici ai fiori e finiscono nel polline e nel nettare. L’acetamipride, in più, è molto solubile in acqua e poco trattenuto dai suoli. Migra: si ritrova nelle falde e nei corsi d’acqua, tanto che dal 2018 figura nella lista europea delle sostanze da sorvegliare come potenziali inquinanti idrici. Per il flupyradifurone la valutazione europea riconosce una persistenza nelle acque sotterranee oltre le soglie regolamentari. È il nodo che l’idea di una deroga “mirata e controllata” tende a rimuovere: una molecola autorizzata per una singola coltura non resta dentro i confini di quella coltura.

Il conto degli impollinatori

Il bersaglio dichiarato è ristretto: il balanino e la cimice asiatica nei noccioleti, gli afidi vettori di virosi sulla barbabietola. Quello reale è più largo. In Europa il 10% delle specie di apoidei, 172 in tutto, è minacciato di estinzione secondo l’ultimo aggiornamento della Lista rossa europea, e tra le farfalle le specie a rischio sono passate dal 9% al 15% in quindici anni. Il 75% delle colture alimentari dipende dall’impollinazione, un servizio che il Wwf stima in 26 miliardi di dollari l’anno in Europa e circa 3 miliardi in Italia. A pesare, più della mortalità acuta, sono gli effetti subletali: memoria, orientamento, efficienza nel bottinare, numero di nidi avviati. Sul flupyradifurone l’Efsa ha ammesso che la valutazione del 2015 riguardava soltanto l’ape domestica e difficilmente protegge le api solitarie, cioè la gran parte degli impollinatori selvatici.

Quello che l’Europa non sa ancora

Nel 2024 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha proposto di dividere per cinque i valori tossicologici di riferimento dell’acetamipride: dose giornaliera ammissibile e dose acuta scendono da 0,025 a 0,005 milligrammi per chilo di peso corporeo. Una decisione motivata da lacune nei dati sulla neurotossicità per lo sviluppo del sistema nervoso di feti e bambini. Nel 2025 l’agenzia ha dovuto fissare protocolli e scadenze per gli studi mancanti, comprese le proprietà di interferenza endocrina, mai valutate secondo le linee guida in vigore. È una sostanza autorizzata nell’Unione di cui non si conosce il profilo completo. Sulle alternative il quadro è disomogeneo: per diversi usi l’Anses, l’agenzia sanitaria francese, le aveva già giudicate in due rapporti “efficaci e operative”, mentre per il nocciolo il biocontrollo con imenotteri parassitoidi non è ancora impiegabile su larga scala.

Un arretramento che non è solo francese

A dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato un pacchetto Omnibus di semplificazione delle autorizzazioni dei fitosanitari: approvazioni a tempo indeterminato per quasi tutte le sostanze attive, periodi di smaltimento più lunghi, rivalutazioni meno frequenti. A giugno ventinove ricercatori di venti istituzioni europee hanno scritto su Science che quelle modifiche rischiano di aggravare i problemi del sistema invece di risolverli. Nel frattempo la petizione francese contro la legge Duplomb ha superato i due milioni di firme, la mobilitazione più ampia mai registrata dal portale dell’Assemblea nazionale.

Nella lettera con cui annunciava l’addio, poi rientrato su richiesta del presidente Emmanuel Macron, Barbut scriveva di avere difeso in questi mesi chi non manifesta, non vota e non grida. È la definizione più esatta del problema: gli impollinatori non firmano petizioni e le falde non hanno un calendario elettorale.

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