Un giorno è Oliver Stone a piazzare la macchina da presa tra i palazzi rinascimentali vicino a piazza della Cancelleria; un altro sono Matthew McConaughey e Zoe Saldaña a trasformare un angolo di città in scenografia. In mezzo, la Roma di sempre prova a tirare avanti: mercati, negozi, motorini che sgommano tra un furgone della produzione e l’altro. La Capitale è diventata il grande studio a cielo aperto d’Italia, e i numeri lo confermano senza margini di dubbio.
Uno studio a cielo aperto
Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati del Comune, sono stati allestiti in città 933 set cinematografici: una media di circa cinque riprese al giorno, festivi compresi. Cinema e serie tv si contendono le stesse quinte sceniche- dal colonnato del Pantheon alle scalinate del Collegio Romano, fino al glamour un po’ retrò di via Veneto – mentre le periferie, dal Tiburtino a Valle Aurelia, scoprono di essere altrettanto richieste come sfondo.
Il municipio I in testa
Il cuore storico resta il territorio più ambito dalle produzioni: solo nel municipio I, tra gennaio e giugno, sono stati girati 369 film. Per le casse comunali il fenomeno vale complessivamente circa 757 mila euro: poco più di 380 mila arrivano dai diritti riconosciuti alla Sovrintendenza, mentre quasi 387 mila derivano dai canoni per l’occupazione di suolo pubblico. Cifre che raccontano un indotto solido, tra alberghi, ristoranti, tecnici e maestranze che ruotano attorno a ogni troupe.
Sullo sfondo, le critiche
Il quadro, però, non è privo di tensioni. La vocazione cinematografica della città è ormai un dato acquisito, ma resta il problema di far convivere le riprese con la vita quotidiana dei quartieri. È il tema sollevato anche da Erica Battaglia, presidente della commissione Cultura, che pur rivendicando il valore dell’industria invita a rispettare gli equilibri dei territori: una strada chiusa per girare una scena, moltiplicata per centinaia di set, finisce per pesare sulla routine di chi ci abita.
Dai municipi arrivano così le prime contromisure. A Testaccio, dopo le riprese che hanno bloccato alcune vie del rione, i consiglieri di maggioranza chiedono parcheggi gratuiti e rimborsi per i residenti costretti a spostare l’auto o a subire disagi. Il segnale è chiaro: il set porta lavoro e prestigio, ma la città vuole ora fissare qualche paletto, perché il beneficio non si traduca in un peso scaricato solo su chi vive accanto al ciak.
