8 Settembre 2026
/ 8.09.2026

Romaeuropa allarga i confini di musica, danza e teatro

Dall’8 settembre al 15 novembre la 41ma edizione del festival diretto da Fabrizio Grifasi: oltre 100 spettacoli, un doppio debutto e un rave finale a chiudere il cartellone

Cambia il rito d’apertura, quest’anno, per il Romaeuropa Festival. La 41ma edizione, annunciata ieri in Campidoglio, rinuncia alla serata unica e sceglie due debutti ravvicinati sotto la direzione di Fabrizio Grifasi. Il primo, questa sera all’Auditorium Conciliazione, è affidato alla coreografa fiorentina Sofia Nappi e alla sua compagnia KOMOCO, che presentano in prima assoluta “Chora – Il vuoto all’origine”, preceduto da “Dodi” del 2021. È il ritorno nella capitale di un’artista ormai riconosciuta all’estero, dalla Biennale di Venezia al Nederlands Dans Theater, dallo Scottish Dance Theatre fino al Ballet BC e al Leipzig Ballet. Nappi descrive “Chora” come un vuoto generato dal silenzio e da una primordialità materna, mentre “Dodi” è un breve duetto sul modo in cui ci si rispecchia negli altri.

Il secondo avvio arriva domani, 9 settembre, ancora alla Conciliazione, ed è di natura musicale: protagonista Caterina Barbieri accanto all’orchestra ONCEIM, diretta da Frédéric Blondy.

Una piattaforma per la città

Con oltre 100 spettacoli distribuiti in due mesi, il festival conferma la propria vocazione di grande piattaforma culturale. Per il sindaco Gualtieri la manifestazione rafforza la capacità di Roma di accogliere le nuove generazioni di artisti e di dialogare con la scena europea e internazionale. Sulla stessa linea il presidente della commissione cultura della Regione, Mario Luciano Crea, che parla di un ecosistema virtuoso per operatori, artisti e giovani.

Cresce intanto la rete dei luoghi coinvolti, dall’Auditorium Conciliazione al Teatro Argentina, dal Vascello – dove sono attesi Ben Duke e Tiago Rodrigues – all’Olimpico che ospita Vinicio Capossela, fino al Parco della musica, dove dal 15 settembre approdano Fatoumata Diawara e il “Powaqqatsi” di Philip Glass insieme a Santa Cecilia. Rientra nel programma, con una collaborazione rinnovata, anche il Teatro di Roma, mentre il Teatro dell’Opera accoglie a novembre il Balletto delle Fiandre.

Il rave che chiude

Se l’apertura è doppia, il finale è pensato per sorprendere. Il 15 novembre il cartellone si chiude con “The Classical Rave Party” di Enrico Melozzi, costruito con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Orchestra Notturna Clandestina, con la “100 Cellos Morning Session” di Giovanni Sollima e la partecipazione, tra gli altri, di Alessandro Baricco, Giuseppe Andaloro, Alessandro Carbonare e Gloria Carpaner. Un manifesto sonoro che intreccia Mozart, Bach e Beethoven al linguaggio del rave, per un festival deciso a rimettere in comunicazione generazioni e discipline diverse.

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