28 Luglio 2026
/ 28.07.2026

Tiberis diventa un parco aperto tutto l’anno

Nata nel 2018 come spiaggia estiva sotto Ponte Marconi, l’area si trasforma in parco fluviale permanente. Un tassello del masterplan del Tevere, tra verde urbano, adattamento climatico e riconquista delle rive

Per sette estati è stata la spiaggia dei romani: sabbia, docce e un po’ di refrigerio a due passi dal centro, anche se il bagno nel Tevere resta vietato. Da oggi Tiberis – l’area di 1,9 ettari nata nel 2018 sotto Ponte Marconi, in zona Marconi – cambia natura e diventa un parco fluviale aperto tutto l’anno. L’inaugurazione è prevista nel tardo pomeriggio in lungotevere Dante, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi. Non più un’attrezzatura stagionale da montare e smontare, ma uno spazio pubblico permanente, pensato per restituire ai cittadini un pezzo di riva a lungo abbandonato.

Un cantiere sulla golena che si allaga

I lavori sono partiti lo scorso marzo e hanno interessato circa 1,5 ettari, con un investimento di 1,2 milioni di fondi di Roma Capitale. La sfida non era banale: l’area è una golena, la fascia che il Tevere allaga regolarmente durante le piene, soprattutto d’inverno. Per questo l’intervento punta su soluzioni capaci di convivere con l’acqua anziché respingerla. È nata una piazza a gradoni che d’estate fa da punto d’acqua e d’inverno può ospitare eventi e mercati; sono arrivati un chiosco amovibile con servizi igienici, nuove aree fitness, campi da beach volley, un’area cani attrezzata e spazi per le bocce.

Molto peso è andato al verde: un boschetto di frassini, alberature di specie ripariali e tamerici, piante caducifoglie che d’estate faranno ombra, nuovi prati e arbusti lungo la banchina. Completano il quadro l’illuminazione potenziata, la videosorveglianza e le pavimentazioni drenanti, che lasciano filtrare l’acqua piovana invece di scaricarla nelle fogne: un piccolo esempio di quell’adattamento urbano di cui si parla molto e si vede ancora poco.

Il Tevere come asse di rigenerazione

Il senso dell’operazione va oltre il singolo parco. L’assessora all’Ambiente ha legato l’intervento a un disegno più ampio, in cui il fiume diventa uno degli assi di sviluppo della città: ecosistemi e biodiversità da un lato, riqualificazione del territorio e turismo dall’altro. Tiberis si aggiunge ai cinque parchi d’affaccio realizzati con 7,3 milioni di fondi giubilari e al Parco Tevere Sud, dentro un masterplan che punta a restituire alla città rive oggi in gran parte degradate: “il più grande parco fluviale d’Europa“, come sottolinea il Comune.

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