Non solo palchi e platee: a Roma la musica dal vivo è diventata un’industria. La città si conferma capitale italiana dei grandi eventi, con un’estate 2026 che ha riempito stadi, ippodromi e piazze e con un giro d’affari che ormai si misura in centinaia di milioni di euro. Il consuntivo della Fondazione Musica per Roma, che ha chiuso la stagione con 230 mila presenze e oltre cento concerti tra l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e la Casa del Jazz, è soltanto una tessera di un mosaico molto più ampio.
Un’estate da tutto esaurito
Da giugno la Capitale ha ospitato circa 135 concerti. Al Circo Massimo hanno fatto il pieno Cesare Cremonini e Jovanotti, mentre a Tor Vergata Ultimo ha radunato 250 mila spettatori in un solo fine settimana, generando secondo le stime del Comune circa 90 milioni di euro di spesa. A questi si aggiungono i grandi appuntamenti dello stadio Olimpico e i festival diffusi, dall’Ippodromo delle Capannelle alla Casa del Jazz. Complessivamente, sempre secondo il Campidoglio, il 2026 avrebbe raggiunto circa un milione di biglietti venduti e un indotto vicino ai 360 milioni di euro.
L’indotto che muove la città
Il tesoro vero, però, è quello che i concerti lasciano fuori dagli impianti: hotel, ristoranti, trasporti e shopping. Uno studio di The European House-Ambrosetti, promosso da Roma Capitale, ha stimato che nel triennio 2022-2024 i concerti con più di 5 mila spettatori abbiano prodotto un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro, di cui oltre un miliardo di giro d’affari concentrato sul territorio romano e quasi 5.800 posti di lavoro. L’industria degli eventi, musica e sport insieme, peserebbe tra il 5 e il 7% del Pil cittadino secondo la Camera di commercio. Un effetto che arriva anche nelle casse pubbliche: il solo concerto di Ultimo, ricorda il Comune, ha portato circa 2 milioni di euro di tassa di soggiorno. A livello europeo, rivendica l’assessorato ai Grandi eventi, la Capitale è uscita dai margini ed è ormai stabilmente tra le prime nove città per grandi concerti.
Il 2027 alza l’asticella
E il meglio, assicura il Campidoglio, deve ancora venire. Il calendario del 2027 è già ricco di richiami internazionali: gli Oasis saranno allo stadio Olimpico il 24 e il 25 luglio, Harry Styles al Circo Massimo il 7 e l’8 agosto, mentre l’Auditorium festeggerà i venticinque anni con ospiti come Take That e Beth Hart. Per i grandi eventi della prossima stagione si attendono circa 1,2 milioni di spettatori, con una tassa di soggiorno che, ai ritmi attuali, potrebbe avvicinarsi ai 10 milioni di euro. La sfida, ora, è trasformare i primati in un modello capace di durare.
