17 Settembre 2026
/ 17.09.2026

A Roma il metro quadro costa un terzo che a Londra: ecco perché i grandi fondi comprano

I prezzi degli immobili residenziali di maggior pregio nella Capitale sono saliti del 5,5%, mentre il valore complessivo delle case di lusso offerte sul mercato ha toccato i 5,6 miliardi di euro, l'8% in più in un anno

Il numero che spiega tutto è un divario. Nelle zone prime del centro storico e del Tridente un metro quadro di pregio costa tra 8.300 e 11 mila euro; le aree più esclusive di Parigi ne chiedono tra 22 mila e 32 mila, quelle di lusso di Londra tra 30 mila e 55 mila. È in questa distanza che si misura il margine di crescita su cui scommettono i capitali internazionali.

Perché per chi investe la forbice è un’opportunità: si entra a un costo contenuto, si riqualifica, si crea valore e negli anni si punta alla rivendita. Non è più la stagione del b&b o del bilocale da mettere a reddito. Nel cuore della Capitale il business immobiliare ha cambiato scala e guarda a interi palazzi, edifici storici, hotel e immobili di pregio. Dietro le operazioni ci sono fondi, family office, grandi patrimoni e investitori che arrivano dagli Stati Uniti, dal Nord Europa e, sempre più, dal Medio Oriente e dall’Asia.

I numeri del 2025

In questo scenario si colloca l’intesa tra Rivolta Immobiliare e Forbes Global Properties, la rete del real estate di lusso legata al gruppo statunitense: l’obiettivo è collegare Roma a una platea di compratori abituati a muoversi su operazioni da diversi milioni.

I numeri del 2025 confermano il cambio di passo. I prezzi degli immobili residenziali di maggior pregio nella Capitale sono saliti del 5,5%, mentre il valore complessivo delle case di lusso offerte sul mercato ha toccato i 5,6 miliardi di euro, l’8% in più in un anno. La spinta non riguarda solo le abitazioni: il comparto alberghiero romano ha attirato circa 630 milioni di euro di investimenti, un quarto del totale nazionale, con oltre la metà delle risorse di origine estera.

Velocità diverse

Il resto del mercato romano, però, va a velocità diverse. Il dato cittadino sul nuovo segna un più contenuto +4%, con una media di 6.450 euro al metro quadro, e alcune rilevazioni fotografano nel centro storico più una tenuta dei valori che una corsa. È il segnale che la vera partita non è la singola casa milionaria, ma ciò che accade quando il capitale rileva un intero stabile: un palazzo vincolato che diventa albergo di lusso, un edificio riconvertito, un immobile da tenere a reddito o da rivendere una volta accresciuto il valore.

La domanda che si allarga cerca palazzi restaurati e attici con terrazza, ma anche sicurezza, privacy, efficienza energetica e tecnologia. E muove un indotto che va ben oltre il mattone, dagli studi di architettura ai restauratori, dagli impiantisti alle società di manutenzione e vigilanza.

Restano i nodi noti: tempi autorizzativi lunghi, burocrazia e pochi immobili già riqualificati sul mercato. Ma il centro della Città Eterna è ormai osservato da chi ragiona in milioni. E finché un palazzo romano costerà una frazione del suo equivalente parigino o londinese, per i grandi capitali la partita resterà aperta.

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