Saragozza lavora sulla resilienza climatica, Benidorm cerca un equilibrio tra turismo e tutela ambientale, Estarreja affronta la pesante eredità dell’industria. Tre percorsi diversi e un riconoscimento comune: l’8 ottobre la Commissione europea ha assegnato alle città spagnole e portoghesi i premi per la sostenibilità urbana del 2028. Saragozza sarà la prossima Capitale Verde Europea, mentre Benidorm ed Estarreja condivideranno il titolo di Foglia Verde Europea, dedicato ai centri più piccoli. I riconoscimenti prevedono un milione di euro complessivo per sostenere le iniziative ambientali delle tre amministrazioni.
Saragozza “al centro della transizione ambientale”
Per la giuria internazionale, il punto di forza di Saragozza è la capacità di mantenere nel tempo una strategia ambientale e di rispondere alle pressioni legate al cambiamento climatico. La valutazione europea evidenzia anche il rapporto tra sostenibilità e dimensione sociale, con il coinvolgimento delle comunità locali.
Il titolo di Capitale Verde Europea è riservato alle città con oltre 100 mila abitanti e garantisce un contributo di 600 mila euro. La somma servirà a sostenere le iniziative legate alla transizione ecologica, in un contesto in cui le amministrazioni urbane devono ridurre gli impatti ambientali e prepararsi agli effetti di temperature più elevate ed eventi climatici estremi.
La commissaria europea per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall, ha definito le città “al centro della transizione ambientale europea”. Nel comunicato della Commissione, Roswall indica tra le priorità il ritorno della natura nei quartieri, la riduzione dell’inquinamento e una migliore gestione dei rifiuti.
Benidorm ed Estarreja, due sfide diverse
Benidorm deve conciliare la pressione del turismo di massa con la tutela ambientale. La giuria ha riconosciuto alla città spagnola la capacità di affrontare questa sfida mantenendo un orientamento verso lo sviluppo sostenibile. Il premio Foglia Verde Europea, dedicato ai centri con una popolazione compresa tra 20 mila e 100 mila abitanti, vale 200 mila euro.
Estarreja, anch’essa premiata con 200 mila euro, rappresenta invece un percorso di trasformazione legato al passato industriale. Secondo la Commissione europea, la città portoghese si è distinta per le iniziative collaborative con cui ha affrontato questa eredità, puntando su un modello di sviluppo più sostenibile.
Le candidature sono state 27 e la selezione ha riguardato sette ambiti ambientali: qualità dell’aria, gestione dell’acqua, biodiversità e aree verdi, uso sostenibile del territorio, rifiuti ed economia circolare, inquinamento acustico, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Sette città sono arrivate alla fase finale del concorso.
Il traguardo europeo del verde urbano
I premi si inseriscono in un percorso che coinvolge anche il futuro delle aree verdi nelle città. Il regolamento europeo sul ripristino della natura stabilisce che entro il 2030 non debba verificarsi una perdita netta di spazi verdi urbani e copertura arborea, prevedendo poi un aumento progressivo.
La sfida per le amministrazioni sarà quindi conservare e ampliare il patrimonio naturale mentre cambiano le esigenze abitative, economiche e climatiche. I riconoscimenti del 2028 arrivano dopo quelli assegnati a Guimarães, Capitale Verde Europea nel 2026, e anticipano il passaggio del titolo a Heilbronn, in Germania, nel 2027. Nello stesso anno, la Foglia Verde Europea sarà assegnata anche a Siena e Assen, nei Paesi Bassi.
