Sull’isola di Corvo, la più piccola dell’arcipelago portoghese delle Azzorre, dal 25 al 30 ottobre l’illuminazione pubblica viene spenta dalle 21 alle 5 del mattino. Una scelta che coinvolge una comunità di circa 450 abitanti e che si ripete ogni autunno per proteggere le giovani berte maggiori atlantiche (Calonectris borealis), uccelli marini che in queste settimane abbandonano i nidi per raggiungere l’oceano.
Il programma del Comune, riportato dalla Sociedade Portuguesa para o Estudo das Aves (SPEA), prevede ulteriori spegnimenti tra il 21 e il 24 ottobre e dal 31 ottobre al 5 novembre, limitati alla fascia tra mezzanotte e le 5.
Quando le luci artificiali diventano una trappola
Le berte maggiori trascorrono circa tre mesi nei nidi, generalmente ricavati tra le rocce delle coste. Tra ottobre e novembre i giovani affrontano il primo volo notturno verso il mare, orientandosi anche grazie alla luminosità naturale del cielo.
I lampioni, le abitazioni e le altre sorgenti luminose possono alterarne l’orientamento, attirando gli animali verso i centri abitati. Molti finiscono a terra, dove rischiano di essere investiti, feriti o predati.
Il fenomeno assume particolare rilevanza nelle Azzorre, che secondo la SPEA ospitano circa il 75% della popolazione mondiale nidificante della specie. Ridurre l’illuminazione durante le settimane dei primi voli significa quindi intervenire in una fase decisiva per la sua conservazione.
Trentamila uccelli salvati in undici anni
La mobilitazione di Corvo risale al 1991, quando gli abitanti cominciarono a recuperare le giovani berte cadute nelle strade. Quell’esperienza contribuì alla nascita, nel 1995, della campagna regionale SOS Cagarro, oggi attiva in tutte le nove isole dell’arcipelago dal 15 ottobre al 15 novembre.
Secondo i dati riportati dal quotidiano portoghese Notícias ao Minuto, dal 2015 sono state recuperate oltre 30 mila giovani berte nelle Azzorre, circa 6 mila soltanto a Corvo.
I volontari percorrono le strade durante la notte, raccolgono gli animali disorientati e li custodiscono in scatole ventilate. Gli esemplari in condizioni adeguate vengono successivamente liberati in prossimità del mare. Le operazioni proseguono anche quest’anno, come documentato dal quotidiano locale Açoriano Oriental.
Meno illuminazione, meno uccelli a terra
I primi risultati sono documentati dal progetto scientifico europeo EELabs, dedicato agli effetti dell’illuminazione artificiale notturna. Durante una precedente campagna a Corvo furono soccorse 662 berte. Nella settimana di spegnimento generale vennero registrate soltanto nove cadute, un dato incoraggiante, anche se da solo non permette di quantificare l’effetto della misura.
L’esperienza è entrata anche nella programmazione ambientale delle Azzorre, mentre la SPEA continua a chiedere ai cittadini di limitare le luci esterne e segnalare ogni recupero.
Come spiegato da Azucena de la Cruz, coordinatrice regionale dell’associazione, in un’intervista a Rádio Atlântida, la riduzione dell’illuminazione nelle aree costiere contribuisce a diminuire le cadute e la mortalità degli uccelli. Registrare gli incidenti permette inoltre di individuare i punti più pericolosi e orientare gli interventi dei Comuni.
