31 Ottobre 2026
/ 30.10.2026

L’Onu premia Forestami, il progetto che vuole portare 3 milioni di alberi a Milano

È il primo progetto italiano e l’unico europeo premiato nel 2026 dalle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi. Entro il 2030 punta a recuperare anche 255 ettari di aree urbane degradate

Il progetto italiano Forestami, nato per riportare alberi e vegetazione nell’area metropolitana di Milano, è stato premiato dalle Nazioni Unite come uno dei programmi di riferimento a livello mondiale per il ripristino degli ecosistemi. È il primo progetto italiano a ottenere il World Restoration Flagship Award e l’unico europeo tra quelli premiati nel 2026.

Il riconoscimento è stato annunciato il 29 ottobre a Yerevan, in Armenia, durante la COP17, la Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità. Forestami è stato selezionato insieme a iniziative attive in Cina, Colombia, Etiopia e Stati Uniti. Per la prima volta il premio valorizza anche interventi di recupero ambientale sviluppati su scala metropolitana.

Tre milioni di alberi per cambiare Milano

Avviato nel 2018 a partire da una ricerca del Politecnico di Milano, Forestami mira a trasformare uno dei territori più densamente urbanizzati e inquinati d’Europa. L’obiettivo è mettere a dimora tre milioni di alberi entro il 2030, circa uno per ogni abitante della Città metropolitana, aumentando del 5% la copertura arborea.

Il programma prevede inoltre il recupero di 255 ettari di aree degradate, una superficie equivalente a oltre 350 campi da calcio. Gli interventi riguardano anche ex aree industriali, parcheggi e spazi oggi occupati prevalentemente da cemento e asfalto.

La presenza degli alberi può contribuire a ridurre le temperature estive, attenuare le isole di calore urbane e migliorare la qualità dell’aria. La vegetazione favorisce inoltre la biodiversità, offrendo nuovi habitat agli impollinatori e ad altre specie animali.

Il progetto comprende anche la manutenzione e il monitoraggio delle piantagioni, insieme ad attività di educazione ambientale nelle scuole e iniziative rivolte ai cittadini.

Il riconoscimento delle Nazioni Unite

Il World Restoration Flagship Award rientra nel Decennio delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi 2021-2030, coordinato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

I 35 progetti riconosciuti finora puntano complessivamente a recuperare oltre 74 milioni di ettari di territori degradati nel mondo. Più di 19 milioni di ettari sono già interessati da interventi di ripristino. A ritirare il premio in Armenia sono stati Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di Forestami e docente del Politecnico di Milano, e Alessandro Ferranti, ambasciatore italiano nel Paese.

Boeri: “Riportare la natura in città”

“Forestami nasce dall’idea di riportare la natura in città”, ha dichiarato Stefano Boeri, architetto e fondatore del progetto, commentando il riconoscimento. Per Boeri è necessario “un approccio territoriale, in cui alberi e vegetazione diventino parte integrante delle infrastrutture urbane, contribuendo a ridisegnare strade, spazi pubblici e quartieri”.

Il programma coinvolge amministrazioni, università, cooperative sociali, imprese e comunità locali. Una collaborazione che, secondo Boeri, permette di inserire il ripristino degli ecosistemi nelle scelte di pianificazione urbana.

Il premio dell’Onu riconosce il valore di questo modello, mentre gli obiettivi ambientali restano legati alla sua realizzazione nei prossimi anni. Il traguardo del 2030 sarà verificabile attraverso l’aumento effettivo della copertura arborea, la sopravvivenza delle nuove piantagioni e il recupero delle superfici degradate.

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