19 Giugno 2026
/ 19.06.2026

Arriva il Piano merci: stalli prenotabili, fasce orarie e tariffe flessibili per liberare il centro

Il Campidoglio presenta un pacchetto di misure per regolamentare i 5.000 veicoli commerciali che ogni giorno entrano nel cuore della città. L’obiettivo: conciliare le esigenze di chi lavora con quelle dei residenti e dei turisti

Roma ha deciso di affrontare uno dei nodi più intricati della sua mobilità urbana. Oltre 5.000 veicoli commerciali entrano ogni giorno nel centro storico: furgoni, camioncini, mezzi di ogni taglia che riforniscono bar, ristoranti, negozi e alberghi di una delle aree più dense e frequentate d’Europa. Fino a oggi, questo flusso vitale per l’economia della città si è mosso senza una regia, generando code, doppie file e marciapiedi occupati. Ora il Campidoglio vuole cambiare le regole del gioco.

L’assessorato alla Mobilità, guidato da Eugenio Patanè, sta mettendo a punto il cosiddetto Piano merci: un insieme coordinato di strumenti pensati per tenere insieme due esigenze che troppo spesso vengono presentate come inconciliabili: la funzionalità commerciale del centro e la qualità della vita di chi ci abita, ci passa o viene a visitarlo.

Stalli su prenotazione: meno caos, più certezze

La prima misura allo studio è la prenotazione degli stalli merci. Oggi i vettori arrivano quando possono, spesso tutti insieme nelle prime ore del mattino, creando ingorghi su determinate strade. Con un sistema di prenotazione digitale, ogni operatore potrebbe riservare in anticipo uno slot orario e uno spazio fisico, sapendo di trovarlo libero all’arrivo. Meno attesa, meno doppia fila, tempi di consegna più prevedibili: un vantaggio per gli stessi trasportatori oltre che per la città.

La seconda leva è economica. Il Comune sta valutando una modulazione delle tariffe d’ingresso nella Ztl merci in base all’orario: chi consegna nelle fasce a più basso traffico – tarda mattinata, primo pomeriggio, o anche di notte – pagherebbe meno, con possibili esenzioni totali per chi sceglie le ore notturne. Un incentivo concreto a distribuire i flussi nell’arco della giornata, anziché concentrarli tutti nelle stesse ore. L’ipotesi è ancora in discussione, ma l’impostazione è quella: non vietare, ma orientare attraverso il prezzo.

Zone protette e mezzi più piccoli

Il terzo pilastro del piano riguarda la protezione delle aree più sensibili. In luoghi come piazza della Rotonda – davanti al Pantheon – o piazza di Pietra, con il tempio di Adriano, verrebbero istituite zone “no parking” per i veicoli commerciali, con stalli dedicati spostati nelle strade adiacenti. L’obiettivo è restituire a questi spazi la loro funzione originaria, senza interrompere le forniture agli esercizi commerciali della zona.

C’è poi un’idea complementare che potrebbe cambiare il profilo stesso della flotta che circola in centro: incentivare i mezzi piccoli rispetto a quelli grandi, spostando il criterio di accesso dalle emissioni all’ingombro fisico. Un furgoncino occupa meno carreggiata, danneggia meno i sampietrini e permette manovre più rapide. Premiare chi sceglie veicoli più compatti significa anche spingere il mercato verso soluzioni più adatte a una città storica.

La sfida: costruire consenso tra interessi diversi

Patanè parla apertamente di “puzzle complicato”, e la definizione è onesta: qualunque piano merci degno di questo nome deve tenere insieme commercianti, vettori, residenti e associazioni di categoria, ciascuno con esigenze legittime e talvolta contrastanti. La strada scelta dal Comune è quella della concertazione progressiva, partendo dalle situazioni più critiche per poi estendere il modello.

Il Piano merci non è ancora definitivo, e i tempi di attuazione dipenderanno anche dalla capacità di costruire un accordo con le categorie produttive. Ma il fatto che Roma abbia deciso di affrontare il tema con uno strumento organico – invece di procedere per divieti spot e ordinanze emergenziali – è già di per sé una novità.

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