25 Maggio 2026
/ 25.05.2026

Brera riscopre Giovanni Agostino da Lodi

A Milano la prima grande mostra monografica dedicata a un autore rimasto a lungo in secondo piano. In esposizione 46 opere provenienti dai principali musei europei

Dal 26 maggio al 13 settembre 2026 la Pinacoteca di Brera dedica la prima grande mostra monografica a Giovanni Agostino da Lodi con “Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione“. La rassegna, curata da Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini, riunisce 46 opere provenienti da istituzioni come il Louvre, il Prado, la National Gallery di Londra e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, accanto a lavori di Bellini, Bramantino, Dürer, Giorgione e Alvise Vivarini.

Un artista senza appartenenza

La parola chiave scelta da Brera è “itinerante”: Giovanni Agostino si muove tra Milano, Venezia e forse altre città italiane in un momento in cui le corti, i commerci e le guerre trasformano gli artisti in viaggiatori permanenti. Il risultato è una pittura che assorbe linguaggi diversi, senza fermarsi mai in uno stile definitivo.

È questa instabilità ad averlo reso difficile da classificare per secoli. Troppo veneziano per essere lombardo, troppo vicino a Leonardo per essere considerato un semplice epigono veneto, troppo autonomo per entrare in una genealogia lineare. La mostra di Brera prova a rimettere insieme questo mosaico disperso.

Nel percorso espositivo emerge un autore attentissimo alla resa della luce, ai dettagli della natura morta, ai riflessi metallici, alle espressioni psicologiche. Elementi che oggi appaiono contemporanei e che spiegano perché una parte della critica lo consideri uno degli interpreti più originali della stagione rinascimentale tra Quattro e Cinquecento.

Milano guarda oltre i grandi nomi

Per decenni il Rinascimento è stato raccontato come una sequenza di geni isolati. Oggi emerge invece una rete molto più fluida fatta di botteghe, influenze reciproche, spostamenti continui di opere e artisti. Giovanni Agostino diventa così il simbolo di un’epoca in cui l’identità artistica non era mai fissa.

La stessa Pinacoteca di Brera insiste su questo punto, definendo il pittore protagonista di “un capitolo ancora poco esplorato della pittura italiana”.

Una mostra che parla anche al presente

C’è poi un altro aspetto che rende questa operazione interessante fuori dagli ambienti specialistici. Giovanni Agostino da Lodi è un autore che attraversa territori, assorbe culture visive differenti, lavora dentro una geografia aperta. In un’Europa attraversata da conflitti identitari e nuovi confini culturali, la sua traiettoria racconta invece un Rinascimento costruito sulla contaminazione.

Non è un caso che Brera abbia scelto un allestimento basato sul dialogo tra opere e provenienze diverse. Accanto ai dipinti del pittore lombardo compaiono infatti maestri celebri con cui condivise clima culturale, influenze e tensioni artistiche.

La mostra inaugura il 26 maggio con un’apertura straordinaria serale fino alle 23.20 e un biglietto speciale a 3 euro.

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