23 Aprile 2026
/ 23.04.2026

Festa per la Liberazione: cento appuntamenti tra Mattatoio, cinema e musica

Il Campidoglio ha costruito un programma fitto e diffuso in tutta la città, con oltre cento appuntamenti distribuiti da oggi a domenica, molti dei quali a ingresso gratuito

Il 25 aprile a Roma, quest’anno, diventa una settimana intera di eventi, incontri, spettacoli e memoria condivisa. Il Campidoglio ha costruito un programma fitto e diffuso in tutta la città, con oltre cento appuntamenti distribuiti da oggi a domenica, molti dei quali a ingresso gratuito. Il quartier generale è il Mattatoio di Testaccio, spazio simbolico per eccellenza, dove la cultura ha preso il posto dei vecchi macelli e dove la città torna a raccogliersi nei momenti che contano.

L’inaugurazione ufficiale è fissata per oggi alle 16.30, con il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio. Da domani la festa entra nel vivo, con il novantesimo anniversario dell’Assemblea Costituente come filo rosso: incontri, letture e proiezioni dedicate alle Madri e ai Padri della Costituzione.

Al Mattatoio, la letteratura prende la parola

Tra i nomi più attesi al Mattatoio c’è Anna Foglietta, protagonista della lettura di Una guerra di Michele Santamaro, dramma contemporaneo su una madre che attraversa il Mediterraneo in barca per portare i figli lontano da un conflitto che devasta la loro patria. La memoria si intreccia così con i linguaggi della satira nello spettacolo Stand up (for yourrights), una performance teatrale con Chiara Becchimanzini, Daniele Fabbri, Velia Lalli e Pietro Sparacino. Si chiude in musica con il live dei Meganoidi.

Sempre domani, Anna Foglietta è anche protagonista della lettura di Vita e pensieri su Teresa Mattel di Arianna Pozzoli, mentre alle 20 va in scena L’adolescente, con Antonella Pollimeni, Maria Rosaria San Giorgio e altri interpreti della scena romana.

Il cinema come strumento civile

La festa tocca anche i grandi schermi. Al Forte Bravetta, la Fondazione Nilde Iotti presenta Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia, una rassegna che ricorda quanto la conquista dei diritti sia stata tutt’altro che scontata. Al Nuovo Cinema Aquila, la rassegna Resistenza in Sala propone proiezioni pensate come atti civili, non semplice intrattenimento.

Alla Casa del Cinema, invece, si torna a Roma città aperta di Roberto Rossellini — il film che più di ogni altro ha fissato nell’immaginario collettivo l’occupazione nazifascista della capitale — e al documentario Giorni di gloria. La scelta non è casuale: rivedere quelle immagini oggi, in una città che le celebra, significa fare i conti con una storia che non appartiene solo ai libri.

Teatro e spettacolo: dalla Resistenza ai Matteotti

Al teatro Spazio Collettivo, Ascanio Celestini porta in scena Colpo di Stato. Piccolo Paese, mentre Sonia Bergamasco legge al Mattatoio Tutti i nostri ieri. La Resistenza di Natalia Ginzburg, a cura di Vanessa Roghi. Due appuntamenti che scelgono la parola come forma di resistenza, in continuità con la tradizione della letteratura civile italiana.

Ma lo spettacolo più atteso è forse Matteotti, in scena al Teatro del Lido di Ostia: con Ottavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra Multitenica di Arezzo, su testi di Stefano Massini, la vicenda dell’antifascista italiano assassinato torna a interrogare il presente.

Al Mattatoio arriva anche, con la regia di Fabio Gravina, Il corpo di Matteotti di Andrea Baldofiei: un’altra voce sulla stessa storia, a testimoniare quanto quella pagina continui ad avere qualcosa da dire.

La città si apre: musei, parchi e siti archeologici

Per il fine settimana, il programma si allarga oltre i luoghi della cultura istituzionale. Visite guidate al Museo della Repubblica Romana e al Mausoleo Ossario Garibaldino accompagnano i romani in quei luoghi dove la storia si tocca con mano. Aperture gratuite di musei, teatri e siti archeologici rendono la festa accessibile a tutti, senza barriere economiche.

Nei parchi tematici — MagicLand e Roma World — l’atmosfera è più leggera, ma il senso della festa collettiva rimane. E al Teatro Prati va in scena Due dozzine di rose scarlatte, scritto nel 1936 da Aldo De Benedetti, autore ebreo censurato dalle leggi razziali, con la regia di Fabio Gravina: un modo per ricordare che la persecuzione fascista non colpì solo i militanti, ma anche gli artisti, gli intellettuali, chiunque non si conformasse.

Sabato a Testaccio, infine, a partire dalle 14, si celebra la Resistenza con i 99 Posse, storico gruppo napoletano che da decenni porta la memoria partigiana nelle piazze con la forza della musica. E domenica, a Rimessa Fab, chiudono i Traindeville con Canzoni per la Liberazione.

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