18 Giugno 2026
/ 18.06.2026

I fenicotteri arrivano a Strasburgo: l’Europa chiede lo stop ai cantieri nelle aree protette albanesi

Il voto dell'Eurocamera per una moratoria immediata su nuove autorizzazioni e costruzioni porta il caso Vjosa-Narta al centro del percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea

Da una laguna dell’Adriatico alle aule del Parlamento europeo. Il caso Vjosa-Narta, al centro da settimane di proteste che hanno mobilitato migliaia di cittadini albanesi, è arrivato a Strasburgo, dove l’Eurocamera ha approvato una risoluzione che chiede una moratoria immediata sui nuovi progetti nelle aree protette del Paese.

Con il voto del 17 giugno, il Parlamento europeo ha collegato esplicitamente la tutela delle aree protette al percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea, chiedendo inoltre l’abrogazione delle modifiche introdotte nel 2024 alla legge nazionale sulle aree protette, considerate incompatibili con gli standard comunitari perché consentono attività di sviluppo e infrastrutture turistiche all’interno di territori che dovrebbero essere sottoposti a particolari forme di salvaguardia.

Vjosa-Narta, molto più di una laguna

Per comprendere la portata della vicenda bisogna guardare al valore dell’area interessata. Il paesaggio protetto di Vjosa-Narta rappresenta uno degli ecosistemi costieri più importanti dei Balcani. Situato lungo una delle principali rotte migratorie tra Europa e Africa, ospita oltre 200 specie di uccelli e più di 70 specie minacciate.

Le sue lagune, le dune costiere e le zone umide costituiscono habitat essenziali per numerose specie di interesse comunitario, tra cui il fenicottero maggiore, diventato il simbolo della protesta. L’area è inoltre candidata a entrare nella rete Natura 2000 una volta completato il percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea. Secondo le organizzazioni ambientaliste, negli ultimi mesi lavori e interventi preliminari hanno interessato zone di elevato valore ecologico, alimentando timori per possibili danni irreversibili a un ecosistema già sottoposto a forti pressioni.

Le proteste

In Albania il caso Vjosa-Narta è diventato rapidamente una questione politica e civile. Per oltre due settimane manifestazioni, cortei e iniziative pubbliche hanno coinvolto cittadini, associazioni e gruppi ambientalisti in tutto il Paese. Le proteste hanno trovato sostegno anche nella diaspora albanese, con iniziative organizzate in diversi Paesi europei e nordamericani.

Come ha dichiarato Aleksandër Trajçe, direttore esecutivo dell’organizzazione ambientalista PPNEA, il dibattito su Vjosa-Narta “va ben oltre la semplice tutela ambientale ed è diventato parte di una più ampia discussione europea sullo stato di diritto, la partecipazione democratica, la trasparenza e la credibilità del processo di allargamento”. In altre parole, la domanda posta dai manifestanti riguarda la conservazione di una laguna così come il rispetto delle procedure ambientali e il diritto dei cittadini a partecipare alle scelte che interessano il territorio.

Il messaggio inviato da Strasburgo

Il voto dell’Eurocamera introduce un elemento politico difficilmente ignorabile da Tirana. Il Parlamento europeo sottolinea infatti che il percorso verso l’adesione richiede risultati tangibili nell’applicazione della legislazione ambientale, nelle valutazioni di impatto e nella partecipazione pubblica ai processi decisionali.

“La natura, la partecipazione pubblica e lo stato di diritto non sono elementi opzionali dell’adesione all’UE”, ha affermato Gabriel Schwaderer, direttore esecutivo di EuroNatur. “Sono standard europei fondamentali che non possono essere compromessi”. La risoluzione esprime inoltre preoccupazione per la legge albanese sugli investimenti strategici, che secondo numerose organizzazioni rischia di accelerare le autorizzazioni riducendo le verifiche ambientali in aree particolarmente sensibili.

Non è la prima volta che Vjosa-Narta richiama l’attenzione internazionale. Già negli anni scorsi l’area era finita al centro delle polemiche per la costruzione dell’aeroporto internazionale di Valona, avviata all’interno del più ampio paesaggio protetto e contestata da organizzazioni scientifiche e ambientaliste. Nel 2023 il Comitato permanente della Convenzione di Berna aveva invitato l’Albania a sospendere i lavori e procedere con nuove valutazioni ambientali.

Un test per l’Europa e per l’Albania

Il caso Vjosa-Narta arriva in un momento particolarmente delicato per il processo di allargamento dell’Unione europea nei Balcani occidentali. Per Bruxelles la tutela della biodiversità è diventata una misura della capacità dei Paesi candidati di applicare regole, controlli e procedure conformi al diritto europeo. Per questo il voto del Parlamento europeo va letto come qualcosa di più di un intervento su una controversia locale. Strasburgo sta affermando che la protezione delle aree naturali, il rispetto della legge e la trasparenza amministrativa fanno parte degli stessi criteri che regolano l’ingresso nell’Unione.

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