11 Giugno 2026
/ 11.06.2026

Il grande ritorno del dirigibile. Stavolta solare

L’obiettivo è aprire corridoi di accesso a luoghi senza infrastrutture, portando aiuti, personale medico, merci, materiali ingombranti. Posti dove un camion non arriva e un elicottero costa troppo

Immaginate una pista sterrata di cento metri, un villaggio oltre la fine dell’asfalto e un dirigibile che si stacca lentamente dal suolo, e va su silenzioso grazie a pannelli solari e motori elettrici. Il dirigibile fa molta scena, è super spettacolare, e lavora sodo: solleva carichi voluminosi, consuma poco, non ha bisogno di aeroporti. È qui che la scommessa dei lighter than air torna attuale, tra decarbonizzazione dell’aviazione e logistica nei buchi della mappa. 

I dirigibili esistono da un secolo e più. Ovviamente, finora hanno perduto la partita del trasporto aereo di persone e cose perché meno maneggevoli e veloci degli aerei, e soprattutto perché sono più pericolosi. L’esplosione fragorosa dell’Hindenburg a New York, nel 1937, è rimasta nella storia e nell’immaginario collettivo. Negli ultimi anni però si sono rifatti avanti, grazie a motori più leggeri, celle solari efficienti, batterie migliori, controllo elettronico della spinta e una costruzione più razionale. 

Due progetti cardine

Solar Ship, nata in Canada, ha speso una lunga stagione di prove e incidenti per arrivare a due progetti cardine: aerostati elettrici capaci di decollo e atterraggio corto, pensati per missioni a bassa velocità dove contano autonomia, controllo e costi. L’obiettivo è quello di aprire corridoi di accesso a luoghi senza infrastrutture, portando aiuti, personale medico, merci e ogni sorta di materiali ingombranti. Posti dove un camion non arriva e un elicottero costa troppo.

Solar Ship è la creatura di Jay Godsall. Cresciuto in Canada in una famiglia abituata al volo e alla velocità, sin da ragazzo è stato ossessionato dall’idea di usare dirigibili alimentati dal sole per collegare territori remoti. Trasformare un’intuizione in azienda ha richiesto tempo e fallimenti, sia finanziari, come negli anni ’90, sia ingegneristici, come il prototipo che si è schiantato al suolo nel 2008. Ha provato forme lunghe e tozze, fusoliere più strette e più larghe, fino al 2014, quando il suo “Caracal” alimentato da due motori elettrici da 30 kilowatt riuscì a sollevare un carico di 1,8 tonnellate, decollando e atterrando nello spazio di un campo da calcio. Il test finì in un incidente e qualche ferita per i piloti, ma Goodsall non ha mollato.

Docili nel volo lento

Nel volo lento i dirigibili di Solar Ship sono docili. La difficoltà arriva con la massa in movimento, che pretende equilibrio assoluto. Dopo 14 campagne di volo su altrettanti prototipi, l’azienda ha ridotto a due i progetti principali. Il passaggio chiave è l’approvazione regolatoria, che Solar Ship punta a sostenere con missioni dimostrative. 

Nel 2027 è in programma un volo attorno al mondo con il Tsorocopter, pensato per trasportare fino a 12 tonnellate a bassa velocità con controllo fine. Se l’itinerario riuscirà, l’azienda prevede di avviare le operazioni in Africa entro l’anno. Nel 2028 dovrebbe decollare un dirigibile ibrido più grande, per carichi maggiori e un raggio d’azione più ampio.

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