27 Aprile 2026
/ 27.04.2026

Nel Gallaratese una cascina rigenerata diventa hub sociale e culturale

Orti condivisi, cucina popolare e cultura accessibile: a Milano un modello replicabile di rigenerazione urbana dal basso

Nel quadrante nord-ovest di Milano il Gallaratese ha a lungo convissuto con l’etichetta di quartiere “dormitorio”. Oggi, in via Natta 19, sorge Cascina Cotica, un ex edificio agricolo abbandonato trasformato in uno spazio collettivo dove produzione culturale, socialità e sostenibilità quotidiana si intrecciano.

La rinascita della cascina prende forma nel 2018, dopo un bando del Comune di Milano vinto dalla cooperativa LUM. L’intervento, realizzato nel rispetto delle indicazioni della Sovrintendenza, ha restituito alla città un luogo che oggi ospita una pluralità di funzioni: dal Centro psicosociale dell’ospedale Sacco agli spazi per associazioni e attività artistiche.

A coordinare il progetto è la Fondazione Cotica, affiancata da realtà come Spazio Tempo. “Ci prendiamo carico di questa fetta di città e vogliamo dare ai cittadini più opportunità gratuite”, ha spiegato a Milano Today Sofia Zanon, tra le figure attive nella gestione. Il risultato è un presidio civico dove l’accesso alla cultura non passa da biglietti d’ingresso ma da partecipazione diretta.

Orto, autosufficienza e comunità

Il centro operativo della cascina è l’orto condiviso, un sistema a misura di comunità. “Non è un orto di produzione massiva, è un orto che copre il nostro fabbisogno”, ha chiarito Zanon. Tra cavoli, zucchine e alberi da frutto, si coltiva seguendo cicli stagionali e pratiche di autosufficienza: semi recuperati, niente acquisti esterni, filiera cortissima.

Lo spazio agricolo diventa anche laboratorio culturale. Con il progetto “Serre d’artista”, l’orto ospita interviste, mostre e installazioni, superando la distinzione tra produzione e narrazione.

Cucina popolare, prezzi accessibili

Accanto all’orto, la cucina rappresenta l’altro pilastro del progetto. Durante la stagione primaverile ed estiva – quest’anno dal 9 maggio al 12 luglio – la cascina propone un’offerta gastronomica essenziale ma curata: panini e bruschette a 6 euro, piatti vegetariani e vegani tra 4 e 8 euro, primi a 7 euro.

“Non siamo un ristorante”, ha precisato Zanon, “ma un luogo che tiene insieme tante cose, tutte pensate per il quartiere”. Anche la scelta dei fornitori segue una linea precisa: spazio a piccole produzioni, lontano dalle logiche della grande distribuzione.

Cultura quotidiana

Durante l’inverno, Cascina Cotica concentra laboratori e percorsi educativi: corsi di maglia, attività culinarie con adolescenti seguiti da educatori, spazi studio gratuiti. Con la bella stagione, il calendario si amplia con concerti e incontri pubblici. Si tratta di una programmazione continua che lavora sulla costruzione di legami.

L’esperienza di Cascina Cotica si inserisce in un filone sempre più rilevante di rigenerazione urbana partecipata. Recupero di edifici esistenti, gestione condivisa, sostenibilità economica basata su prezzi accessibili: elementi che rispondono a bisogni concreti, senza retorica.

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