28 Maggio 2026
/ 28.05.2026

Roma guadagna quasi 38 mila alberi: il Campidoglio aggiorna il censimento del verde

Presentato il Bilancio Arboreo 2021-2025: 67.640 nuove piantumazioni, oltre 36 mila esemplari inseriti per la prima volta nelle banche dati comunali e più verde fruibile per abitante

Roma aggiorna l’anagrafe delle sue piante e scopre di essere più verde di quanto pensasse. O, per meglio dire, scopre di avere migliaia di alberi rimasti a lungo invisibili alle stesse statistiche comunali. Il Bilancio Arboreo 2021-2025, presentato in Commissione Ambiente dall’assessora Sabrina Alfonsi, certifica un patrimonio pubblico complessivo di 390.054 alberi. Un balzo in avanti rispetto ai 315.884 censiti all’inizio del mandato del sindaco Roberto Gualtieri.

I numeri dicono che sul territorio sono state effettuate 67.640 nuove piantagioni a fronte di 29.842 decrementi, una voce che include gli abbattimenti programmati, le piante morte e i 706 schianti causati spesso da eventi meteo estremi. Il saldo finale tra alberi piantati e alberi persi è quindi positivo per 37.798 unità. Un altro dato utile per capire lo stato del verde romano riguarda il censimento: 36.372 esemplari già esistenti in città non erano mai stati registrati nelle banche dati ufficiali.

La tracciabilità digitale

Questo recupero statistico è il risultato di una operazione di mappatura e digitalizzazione centralizzata tramite la piattaforma Greenspaces. Per una metropoli in cui la gestione del verde è storicamente frammentata tra diversi dipartimenti e uffici municipali, l’uso della tecnologia rappresenta una discontinuità burocratica fondamentale. Sapere esattamente dove si trova un albero e in quali condizioni sia è l’unico modo per pianificare le potature e i controlli.

“Questo documento è stato elaborato attraverso una raccolta sistematica e puntuale dei dati relativi alle attività svolte”, ha spiegato Alfonsi. “Abbiamo mappato alberi non precedentemente censiti, che ora sono entrati pienamente nel computo del bilancio”.

L’amministrazione ha scelto di presentare i dati in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato per dare conto del lavoro svolto finora, in linea con il Regolamento del Verde urbano di Roma Capitale, fermo restando l’obbligo di ripresentare il bilancio definitivo a fine consiliatura come previsto dalla legge nazionale 10/2013.

Il confronto con il passato

Il cambio di passo emerge in modo più chiaro analizzando i dati dei mandati precedenti. Durante l’amministrazione di Virginia Raggi, gli interventi ordinari di piantagione facevano fatica a decollare, fermandosi a poche centinaia di unità all’anno (appena 120 nel 2017 e 148 nel 2018), per poi registrare un recupero solo sul finale del mandato grazie ai progetti di forestazione. Andando ancora più indietro, la gestione commissariale di Francesco Paolo Tronca aveva registrato solo 163 piantagioni totali, mentre il sindaco Ignazio Marino si era fermato a 484 alberi messi a dimora in oltre due anni, perdendo in proporzione più piante di quante ne venissero aggiunte.

Più spazio pubblico contro le isole di calore

L’aumento degli alberi e l’apertura di nuove aree pubbliche hanno modificato anche la quota di verde effettivamente fruibile dai cittadini. Si è passati dai 16,83 metri quadrati per abitante del 2021 ai 17,60 metri quadrati del 2025, con una crescita del 4,56%. Un progresso che il Campidoglio collega direttamente ai cantieri aperti per il programma “Cento Parchi per Roma”, che coinvolge aree chiave come Centocelle e Villa Ada, e ai progetti di forestazione urbana finanziati dal PNRR.

La sfida strategica per il futuro di Roma si sposta adesso sulla capacità di garantire le manutenzioni e le irrigazioni a lungo termine: è questo l’unico modo per fare in modo che le giovani piante superino i primi anni di vita, i più critici per l’attecchimento, e si trasformino in scudi naturali contro l’afa e l’inquinamento nei quartieri.

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