21 Luglio 2026
/ 20.07.2026

Addio ai monopattini Bird

Il mancato inserimento della targa obbligatoria costa all’operatore statunitense la revoca immediata della licenza. La micromobilità condivisa non si ferma, ma il rispetto delle norme diventa la vera prova del nove per la sostenibilità urbana

In materia di mobilità sostenibile, l’efficienza di un servizio viene misuratodalla capillarità dei mezzi disponili sulle strade così come dal rispetto rigoroso del quadro normativo. È su questo punto di equilibrio che si è consumata la rottura definitiva tra il Comune di Milano e la società Bird Rides Italy, operatore del settore dei monopattini elettrici in sharing. Palazzo Marino ha disposto la revoca formale dell’autorizzazione con effetto immediato, interrompendo una presenza in città che durava dall’agosto 2024.

Alla base della decisione c’è il mancato adeguamento della flotta alle recenti disposizioni nazionali. Il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 110/2026 ha infatti introdotto l’obbligo di installare una targa identificativa su tutti i monopattini elettrici in circolazione a partire dal 17 maggio 2026. Una misura pensata per garantire tracciabilità e sicurezza negli spazi pubblici, a cui le aziende di sharing erano chiamate ad allinearsi tempestivamente.

I controlli AMAT e la mappa delle irregolarità

I monitoraggi condotti sul campo dall’Agenzia Mobilità Ambiente Territorio (AMAT) per conto del Comune hanno registrato un tasso di inadempienza non trascurabile. Tra maggio e giugno, su un campione di 36 mezzi controllati, 21 sono risultati privi del contrassegno identificativo prescritto dalla legge. Le successive verifiche condotte nei primi giorni di luglio hanno confermato il persistere della problematica in diverse zone del capoluogo lombardo.

Il provvedimento finale è giunto al termine di un iter amministrativo lineare. Dopo i primi solleciti, l’operatore si era impegnato a completare l’adeguamento entro la fine di giugno. Constatato il permanere dei mezzi non a norma, il 1° luglio il Comune ha formalizzato una diffida con termine di tre giorni per ottenere un piano di rientro certo e vincolante. Non avendo ricevuto garanzie adeguate nei tempi previsti, l’amministrazione ha chiuso il rapporto di concessione.

Un quadro che si ripete e la flotta residua

Per la flotta milanese non si tratta del primo avvicendamento coatto: la stessa Bird era subentrata nell’estate del 2024 in seguito all’esclusione di due precedenti gestori, anch’essi estromessi da Palazzo Marino per inosservanza degli impegni stabiliti dal bando pubblico.

L’uscita di scena dell’operatore non comporterà tuttavia un’interruzione del servizio per la cittadinanza. La continuità della micromobilità condivisa rimane garantita dagli altri due operatori autorizzati sul territorio comunale, Dott e Lime, che mantengono operativa una flotta complessiva di 4.000 dispositivi conformi alle ultime normative vigenti.

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