Il laghetto dell’Eur – 85 mila metri quadrati di acqua artificiale, alberi centenari tutt’intorno e un’architettura razionalista che fa da quinta – è uno dei pochi spazi pubblici della capitale dove il silenzio e il verde riescono ancora a tenere testa al cemento. Ora, per la prima volta in decenni, qualcuno ha deciso di prendersi cura di quell’acqua sul serio.
Il progetto di riqualificazione del bacino è partito ufficialmente nel 2023 e adesso entra nella fase più concreta: Eur SpA, la società controllata per il 90% dal ministero dell’Economia e per il restante 10% dal Comune di Roma, ha stanziato 7,9 milioni di euro per restituire al laghetto condizioni di balneabilità stabili entro la fine del 2027. Di quella cifra, 3,5 milioni serviranno per le analisi delle acque, gli studi e la rimozione dei sedimenti accumulati sul fondo nel corso dei decenni.
Un cantiere lungo e delicato
Il lavoro più impegnativo riguarda il fondo del bacino. Il laghetto, inaugurato nel 1961, ha una profondità media di due metri e sessanta centimetri. Nel corso degli anni i sedimenti si sono accumulati, compromettendo la qualità dell’acqua e rendendo impossibile la balneazione. Acea Infrastructure ha concluso la fase di analisi e studio, e adesso si apre l’iter autorizzativo per avviare la rimozione vera e propria, un intervento che impegnerà i cantieri per tutto il 2027.
Chi si aspetta di poter stendere l’asciugamano sulle rive e buttarsi in acqua come in una spiaggia dovrà rivedere le proprie aspettative, almeno per i primi anni. La destinazione d’uso prevista dopo i lavori è quella delle competizioni sportive di alto livello, anche internazionali: gare di nuoto in acque libere, tuffi, discipline acquatiche. Un campo di gara, non una piscina pubblica. L’idea è di far tornare l’Eur protagonista anche nella geografia dello sport romano, in un quadrante già denso di strutture congressuali, musei, sedi aziendali e hotel.
In prospettiva, però, il progetto lascia aperta una porta più ambiziosa: quella di una grande piscina urbana accessibile ai romani e ai turisti, con immersioni libere e fruizione quotidiana del bacino. Non è ancora nei piani ufficiali, ma è nell’aria. Il quartiere dell’Eur – con La Nuvola di Fuksas, il Palazzo della Civiltà Italiana e il parco che lo attraversa – si ritroverebbe così con un ulteriore elemento identitario, capace di attrarre non solo chi lavora o fa congressi, ma anche chi cerca semplicemente uno spazio dove stare all’aperto in città.
Le paperelle non si toccano
C’è almeno una certezza, e chi frequenta il parco la accoglierà con sollievo: le paperelle resteranno. Eur SpA garantisce che i volatili – da anni presenze fisse e quasi simboliche del laghetto – non saranno disturbati dai lavori e continueranno a vivere nel bacino anche durante il cantiere. Anzi, saranno i primi a beneficiare dell’acqua più pulita. E, con un certo senso dell’umorismo, da Eur SpA fanno notare che le paperelle rimarranno anche le uniche a potersi tuffare senza regolamenti né orari: un privilegio da vere residenti storiche.
