26 Febbraio 2026
/ 26.02.2026

Piazza della Minerva, l’elefantino del Bernini riavrà la zanna

Resta il mistero sulle cause del danno. Potrebbe essere stato un gesto vandalico, o un urto accidentale, o l’effetto di violente sollecitazioni meteorologiche

In piazza della Minerva l’elefantino scolpito da Gian Lorenzo Bernini torna a sorridere. La zanna sinistra, che si era staccata a metà febbraio, è stata ricollocata dopo un intervento rapido dei tecnici della Sovrintendenza Capitolina, eseguito con l’alta sorveglianza della Soprintendenza Speciale di Roma. Il restauro, completato in pochi giorni, ha restituito integrità visiva a uno dei monumenti più amati del centro storico.

Vandalismo o fatalità?

Resta però aperta la domanda più delicata: che cosa ha causato il distacco? Le ipotesi sul tavolo sono due. Da un lato un possibile gesto vandalico, dall’altro una causa accidentale. In quei giorni la città era sferzata da piogge insistenti e non si esclude che le sollecitazioni meteorologiche abbiano inciso su un elemento strutturalmente fragile. C’è anche chi parla di un urto fortuito, eventualità plausibile in una piazza frequentata da turisti e famiglie.

La zanna non è nuova a incidenti. Un intervento simile era già stato necessario alcuni anni fa. Il frammento, collegato alla proboscide non tramite perno ma con una speciale adesione, rappresenta un punto sensibile dell’opera. Una scelta tecnica che garantisce qualità estetica ma che, nel tempo, richiede una manutenzione attenta.

Le indagini e le telecamere

La polizia locale ha acquisito e analizzato numerosi filmati per chiarire la dinamica. Non tutte le telecamere si sono rivelate utili: alcune non inquadrano esattamente l’area della scultura. Almeno un dispositivo, però, riprende direttamente il monumento. Gli agenti stanno passando al setaccio non solo le ore precedenti al ritrovamento della zanna a terra, ma anche i giorni antecedenti, nella speranza di individuare un dettaglio finora sfuggito.

L’episodio riaccende il tema della tutela del patrimonio artistico esposto negli spazi pubblici. Monumenti che convivono con flussi turistici intensi, eventi, incuria e talvolta atti ostili. La prontezza del restauro dimostra l’efficacia delle strutture di conservazione, ma il danno evidenzia anche quanto sia sottile il confine tra fruizione e vulnerabilità.

L’elefantino del Bernini resta lì, al centro della piazza, testimone di secoli di storia romana. Con la zanna di nuovo al suo posto e un enigma ancora irrisolto.

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