L’Europa ha un problema con il fumo, e non è solo un retaggio del passato. Secondo i dati pubblicati dall’OMS/Europa il 26 febbraio, la regione che comprende 53 Paesi tra Europa e Asia centrale è destinata a diventare la zona con la più alta prevalenza di consumo di tabacco al mondo entro il 2030. Un primato di cui faremmo volentieri a meno, considerando che il tabacco causa già oggi oltre 1,1 milioni di decessi ogni anno nel nostro territorio.
Nonostante decenni di campagne di sensibilizzazione, i progressi sembrano essersi inceppati. “Senza un’azione accelerata, resteremo la regione con le peggiori prestazioni al mondo”, avverte Hans Henri P. Kluge, Direttore Regionale dell’OMS per l’Europa. Il dato più inquietante è che la nuova dipendenza ha il volto delle adolescenti e il profumo accattivante degli aromi sintetici.
Il primato amaro delle ragazze europee
C’è un dato che rompe ogni schema: la regione europea è l’unica al mondo dove non si prevede di raggiungere l’obiettivo globale di riduzione del 30% del consumo di tabacco tra le donne entro il 2025. Se il resto del mondo corre, noi camminiamo: la riduzione stimata è di appena il 12%.
Oggi, oltre il 40% delle fumatrici adulte globali (circa 62 milioni di donne) vive in Europa. Ma lo sguardo deve scendere all’età scolare per capire l’entità del fenomeno: le ragazze tra i 13 e i 15 anni della nostra regione detengono il record mondiale di consumo di tabacco. Come sottolinea Kluge, si tratta del “risultato di una strategia industriale deliberata che si rivolge ai giovani con prodotti aromatizzati e un marketing sofisticato sui social media”.
L’illusione dello svapo e la trappola della nicotina
Se le sigarette tradizionali perdono parte del loro vecchio fascino, i nuovi dispositivi elettronici stanno colmando il vuoto con una rapidità che le leggi faticano a seguire. Circa 4 milioni di adolescenti europei consumano prodotti del tabacco, ma è lo svapo a guidare la carica: il 14,3% dei giovanissimi usa sigarette elettroniche, la percentuale più alta del pianeta.
La percezione di un prodotto “meno dannoso” sta creando una nuova generazione di dipendenti dalla nicotina.
Tuttavia, lo svapo non è innocuo: l’aerosol prodotto dalle sigarette elettroniche contiene nicotina, metalli pesanti, composti cancerogeni e sostanze irritanti che possono danneggiare i polmoni, peggiorare l’asma e causare bronchiti anche nei non‑fumatori
Kristina Mauer-Stender, consulente OMS, è categorica: “Decenni di progressi sono a rischio se le politiche non tengono il passo con un panorama della nicotina in rapida evoluzione”.
Studi recenti evidenziano anche rischi cardiovascolari e neurologici: l’uso di e‑cig può alterare la funzione dei vasi sanguigni, aumentare il rischio di malattie cardiache e avere effetti negativi sullo sviluppo cerebrale negli adolescenti.
Attualmente, 31,4 milioni di adulti in Europa utilizzano e-cig, posizionandoci al secondo posto mondiale dopo le Americhe.
Le falle nel sistema: dove la politica si ferma
Il rapporto OMS mette a nudo le lacune dei governi. Nonostante i messaggi di allerta sui pacchetti siano ormai la norma, solo 18 Paesi su 53 hanno leggi antifumo che coprono realmente tutti gli spazi pubblici. Ancora più grave è l’accessibilità economica: in ben 19 Paesi, le sigarette sono più facili da acquistare oggi rispetto al 2014.
Mentre nazioni come Belgio, Danimarca e Paesi Bassi stanno tracciando la rotta vietando gli aromi e limitando drasticamente la pubblicità, il resto della regione tentenna. La regolamentazione dei nuovi prodotti resta frammentata, lasciando spazio a zone grigie dove l’industria del tabacco continua a prosperare.
La sfida per il 2030 si può vincere solo con il coraggio legislativo: trattare i nuovi prodotti con lo stesso rigore di quelli vecchi è l’unico modo per evitare che le tendenze di oggi diventino i bollettini medici di domani.
