22 Luglio 2026
/ 22.07.2026

Mense scolastiche: più cibo fresco, addio agli ultraprocessati

Un bando da 766 milioni punta su qualità, sostenibilità e tutela del lavoro. Dal 2027 quasi 24 milioni di pasti all'anno saranno serviti in 816 scuole della Capitale

La refezione scolastica di Roma si prepara a una svolta. Il Campidoglio ha avviato la gara quadriennale per il nuovo servizio mense, un appalto da 766 milioni di euro che, a partire dall’anno scolastico 2027-2028, interesserà 816 strutture tra nidi, scuole dell’infanzia, primarie e, per la prima volta, anche secondarie di primo grado. L’obiettivo è garantire quasi 24 milioni di pasti l’anno, fino a 150 mila al giorno, puntando su qualità alimentare, sostenibilità ambientale e maggiore attenzione alle condizioni di lavoro del personale.

Più prodotti freschi e filiera corta

Il nuovo capitolato segna un cambio di passo sul piano nutrizionale. Escono di scena i cibi ultraprocessati e la plastica monouso, sostituita da piatti in coccio e posate in metallo. I menù privilegeranno alimenti biologici, prodotti Dop e Igp, frutta e verdura di stagione, pesce, legumi e materie prime provenienti dalla filiera corta. Previsti cicli alimentari di sette settimane per garantire varietà ed equilibrio nutrizionale, con una particolare attenzione all’educazione alimentare e alla diffusione di stili di vita più sani tra bambini e ragazzi.

Meno sprechi e più tutele per i lavoratori

La sostenibilità non riguarderà soltanto ciò che arriva nel piatto. Le aziende saranno chiamate a ridurre gli sprechi alimentari, recuperando le eccedenze, e a misurare il proprio impatto ambientale, con particolare attenzione ai trasporti e agli imballaggi biodegradabili. Il Comune conferma inoltre il divieto di aggiudicare gli appalti con offerte al massimo ribasso, mantenendo fisso il prezzo del pasto per privilegiare la qualità del servizio. L’appalto sarà suddiviso in quindici lotti, uno per ogni municipio, e ciascun operatore potrà ottenerne soltanto uno.

Un capitolo importante riguarda anche il lavoro. Le circa quattromila persone impiegate nel settore vedranno confermata la continuità occupazionale attraverso l’applicazione del contratto collettivo nazionale, il divieto di subappalto del servizio principale e l’introduzione di un voucher annuale di 500 euro per ciascun addetto, finanziato direttamente da Roma Capitale.

La mensa come presidio educativo

Per l’amministrazione capitolina la refezione scolastica non è soltanto un servizio di ristorazione, ma uno strumento di politica pubblica capace di incidere sulla salute, sull’educazione, sull’inclusione sociale e sulla sostenibilità. Tra le novità figura anche la possibilità di aprire, in alcune giornate, cucine e mense scolastiche ad attività educative e sociali extrascolastiche, rafforzando il ruolo della scuola come luogo di comunità oltre che di formazione.

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